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Coni - Gionelli ai blocchi di partenza

Potrebbe rimanere tranquillo nel suo ufficio di via Calciati ad attendere gli eventi. Qualche telefonata, gli interventi di routine alle manifestazioni ufficiali e poi stop, senza affaticarsi troppo. D’altronde prima di diventare realmente...

Potrebbe rimanere tranquillo nel suo ufficio di via Calciati ad attendere gli eventi. Qualche telefonata, gli interventi di routine alle manifestazioni ufficiali e poi stop, senza affaticarsi troppo. D’altronde prima di diventare realmente operativo dovrà attendere l’input che arriverà prima da Roma e quindi da Bologna, dunque un periodo di stasi sarebbe anche giustificato. Ma Robert Gionelli, nuovo Delegato provinciale del Coni, è ansioso di diventare operativo. Non ha alcuna intenzione di starsene seduto davanti al computer ad attendere le novità e non appena ottenuto l’investitura ufficiale ha già stilato una bozza di programma, con gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.

VOGLIO FARE - «Sto provando ad attivarmi autonomamente per realizzare alcune manifestazioni che a Piacenza sono ormai tradizione. Penso a Giocosport, alla Festa Nazionale dello sport e anche al Galà, un tributo doveroso nei confronti di chi tiene alto il nome di Piacenza, un esempio positivo per i giovani. Non sarà semplice, ma farò il possibile per trovare aiuti privati che ci permettano di non gettare alle ortiche quanto creato nel corso degli anni».
Per capire quali sono i problemi che il numero uno di via Calciati si trova ad affrontare bisogna fare un passo indietro, alla politica di tagli e di modifiche messa in atto da Gianni Petrucci, ex presidente nazionale del Coni. I comitati provinciali (compreso ovviamente quello di Piacenza) non esistono più. Niente presidente, sul territorio resa solamente un Delegato che è espressione del Comitato regionale. Con annessi e connessi, vale a dire che ogni progetto pensato dalla base deve essere valutato, e accettato, da Bologna.
«Ho trovato una grande disponibilità da parte del massimo dirigente regionale Umberto Suprani. Anche lui è ansioso di partire, si è già messo in moto per quanto possibile, ma stiamo attendendo le linee guida».
Che dovrebbero arrivare a breve. Dall’elezione del nuovo numero uno nazionale Giovanni Malagò, capace di superare a sorpresa l’altro candidato Raffaele Pagnozzi, dovrebbe partire il chiarimento su tutti i nuovi ruoli all’interno del comitato olimpico.

VIETATO RALLENTARE - «Capisco che sia un momento particolare - prosegue Gionelli - ma noi dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa negli ultimi anni, spiegando ai bambini quanto può essere bello e divertente fare attività. La nostra è un’iniziativa educativa e a carattere sociale, è stato dimostrato che ogni euro investito nello sport equivale a tre euro risparmiati nella sanità».
Programmi ambiziosi, che però devono fare i conti con una struttura decimata. A Piacenza non esiste più una Giunta e neppure un Consiglio. «Mi piacerebbe però tenere vivi i contatti con le federazioni e tutti quei dirigenti che nelle ultime stagioni hanno dato un contributo importante. Vorrei incontrarli, anche informalmente, per capire le istanze e le problematiche del mondo sportivo e per avere un dialogo costante».

CHI RESTA - Rimarrà invece lo staff tecnico (nominato dal Comitato regionale su proposta del Delegato) guidato da un coordinatore, il confermato Tiziano Barboni che ha già avviato e sviluppato contatti con il mondo della scuola. Probabile anche che la struttura del Coni preveda dei Fiduciari individuati nelle vallate. «Teragni, Cerioni e Bergonzi, componenti della vecchia Giunta, mi hanno garantito la loro collaborazione. Poter contare su dirigenti della loro esperienza per me è fondamentale».
Poi Gionelli parla dei più giovani, obiettivo principale del suo mandato..
«Il progetto di alfabetizzazione motoria è stato potenziato, ma quello in corso era l’ultimo anno in via sperimentale, dal prossimo vedremo cosa succederà. Il numero degli studenti coinvolti è aumentato e questo è un bel segnale, adesso speriamo che si possa istituire l’insegnante di educazione fisica anche alle elementari».

SI RIPARTE - Quindi il nuovo Delegato entra nel dettaglio di quelle che sono idee e intenzioni.
«Vorrei confermare Giocosport, se non in più giorni almeno per una mattinata. E poi mi piacerebbe riproporre la Festa dello sport, iniziativa che ha sempre riscosso un grande successo e coinvolto un gran numero di persone. Le convenzioni con le scuole superiori sono in crescita, attualmente abbiamo accordi con Gioia, Respighi, Colombini e Cassinari e mi piacerebbe che aderissero altre realtà della provincia. Ne stiamo parlando con il San Benedetto a probabilmente arriveremo a un accordo anche con loro».

Si muove velocemente Gionelli, anche perché alle spalle ha otto anni di esperienza sotto la presidente di Stefano Teragni, di cui era responsabile della comunicazione. «Un ruolo che Stefano ha sempre tenuto in grande considerazione. Comunicazione non solo intesa come ufficio stampa, ma anche per far conoscere all’esterno il ruolo del Coni. Mi ha dato la possibilità di seguirlo e affiancarlo nella fase progettuale e organizzativa degli eventi, avevamo anche realizzato una trasmissione televisiva inventata da noi due, che ogni anno cambiava formula».

SI CAMBIA - E quando Teragni ha chiesto a Gionelli di prendere le redini del Coni la prima reazione è stata di sorpresa.
«Stefano era intenzionato a continuare, ma problemi di lavoro gli hanno consigliato di fare un passo indietro. E dopo essersi consultato con i suoi vice mi ha domandato se ero disponibile, conoscendo anche la passione che ho sempre avuto per lo sport. Una richiesta che mi ha fatto molto piacere, anche se prima di accettare mi sono assicurato che lo stesso Teragni, Bergonzi e Cerioni garantissero la loro collaborazione. I tanti cambiamenti all’interno del Coni ci disorientano, ma vedremo di superare anche questo momento».

Chiusura sullo sport di vertice, dopo aver mostrato grande attenzione alla base.
«Negli ultimi otto-dieci anni il focus si è spostato dalle società per arrivare nelle scuole, con l’obiettivo di colmare la lacuna provocata dall’assenza degli insegnanti di educazione fisica. Adesso in via informale era circolata la voce che il Coni dovesse iniziare a ricercare i talenti. Io penso che la crescita degli atleti più promettenti spetti alle società e ai tecnici, in grado di avere il polso della situazione. Poi è innegabile: squadre di alto livello sono fondamentali per far crescere i ragazzi e soprattutto per portare esempi positivi. A Piacenza esistono realtà sane, in cui si può seguire la partita con tutta la famiglia, e atleti di spessore assoluto capaci anche di portare testimonianze importanti, parlo ad esempio di Bronzini e Gentili. Mi auguro che con il Coni possa esserci collaborazione continua per organizzare iniziative».

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