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Daniele Mondini durante la premiazione degli Italiani

Daniele Mondini durante la premiazione degli Italiani

Mondini bronzo agli Italiani paralimpici di tennistavolo

Nel lontano 1996, dopo un tuffo calcolato male con conseguente schiacciamento di due vertebre cervicali, Daniele Mondini si è ritrovato a vivere, come lui stesso descrive, «comodamente seduto su una carrozzina». L’inizio è stato difficile, ma la...

Nel lontano 1996, dopo un tuffo calcolato male con conseguente schiacciamento di due vertebre cervicali, Daniele Mondini si è ritrovato a vivere, come lui stesso descrive, «comodamente seduto su una carrozzina». L’inizio è stato difficile, ma la sua forza di volontà lo ha portato a reagire in modo sorprendente: si concentrava su ciò che doveva imparare piuttosto che pensare cosa non potesse più fare. La sua determinazione era rivolta a far andare dritta la carrozzina, piuttosto che demoralizzarsi e soffermarsi ad osservare due gambe immobili. Sapeva che se la carrozzina andava dritta sarebbe poi andato ovunque, quindi il vero focus era farla “girare” bene. Imparò anche a guidare e questo gli permise di raggiungere Sestriere per partecipare ad una settimana multisport organizzata dall’associazione “Freewhite Sestriere”, che gli ha permesso di provare svariate discipline: tiro con l’arco, handbike, tennistavolo e downhill. Questa esperienza lo ha fatto tornare a casa con il desiderio di intraprendere uno sport a Piacenza.

Grazie alla segnalazione del Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e del delegato Franco Paratici, è stato indirizzato verso quello che tutt’oggi è il suo allenatore di tennistavolo: Marco Marani. Appoggiandosi al Tennistavolo Valnure ha potuto svolgere gli allenamenti necessari per migliorarsi. Grazie alla passione di Marco e alcuni video trovati online Daniele ha potuto intraprendere un lavoro più mirato per la sua patologia. La svolta è avvenuta durante uno stage organizzato da una società sportiva con la presenza ed il supporto del commissario tecnico della nazionale paralimpica di tennistavolo Alessandro Arcigli. Proprio lui ha consigliato il corretto percorso di allenamenti da seguire. Il tutto prosegue da circa un anno e mezzo, attraverso vari stage organizzati dalle diverse società sparse per il nord Italia ed i periodici allenamenti che impegnano Daniele Mondini quattro volte a settimana.


Il tutto fino agli Italiani di tennistavolo paralimpico; la preparazione di Mondini non era al massimo, ma i presupposti per un buon piazzamento c’erano tutti. Daniele ottiene subito un buon risultato arrivando secondo nel girone della classe 1 di tennistavolo paralimpico, trovando successivamente Federico Falco, testa di serie numero uno, in semifinale. «L’esito finale mi ha gratificato e reso orgoglioso - afferma l'atleta piacentino - perché mai avrei pensato di trovarmi con la testa china, questa volta per ricevere la medaglia di bronzo». Grande soddisfazione per Daniele, che vuole anche lanciare un messaggio: «Vorrei esortare le persone con qualunque forma di disabilità fisica e mentale a intraprendere questo sport. Ad oggi mi trovo con benefici non solo fisici come potenziamento muscolare e “risveglio” di quelle piccole articolazioni rimaste per anni assopite, ma anche con un bagaglio di incontri umanamente piacevoli, dai vari giocatori ai singoli volontari, spesso anche giovani, presenti per raccoglierci le palline ed aiutarci in ogni tipo di esigenza».

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