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Umberto Bruschi durante una premiazione

Umberto Bruschi durante una premiazione

Addio a Umberto Bruschi, se ne va un pezzo di storia del ciclismo piacentino

Padre di Daniele (ex professionista) e Mirko è stato anche allenatore di Giairo Ermeti. Era il direttore sportivo del Cadeo Carpaneto

Se ne va un pezzo di storia della società, un uomo benvoluto da tutti e con la grande passione per le due ruote. Il Cadeo Carpaneto Ciclismo è in lutto per la scomparsa di Umberto Bruschi, storico direttore sportivo giovanile mancato improvvisamente all’età di 82 anni.

Padre di Daniele e Mirko Bruschi (il primo ex professionista, il secondo dilettante su strada poi insieme ai vertici della mountain bike)  - che ha sempre seguito accompagnando alle gare -  Umberto  ha cresciuto generazioni di giovani ciclisti curando soprattutto le categorie maschili più giovani (Esordienti e Allievi) in più di trent’anni di militanza, prima nel Gs Cadeo (squadra del suo paese, essendo di Roveleto di Cadeo) e poi, dal 2008, nel Cadeo Carpaneto, nuova realtà societaria che ne ha raccolto il testimone. Tra i ciclisti più talentuosi allenati, l’ex professionista Giairo Ermeti e Danilo Besagni, in passato campione italiano Allievi e Juniores su pista. Per lui, però, ogni ragazzo era speciale e meritava la sua massima disponibilità e impegno.

“Era un ds – lo ricorda il presidente del Cadeo Carpaneto, Mauro Veneziani – di grandissima esperienza e ha sempre lavorato in collaborazione e a stretto contatto con un’altra figura storica del sodalizio, Renzo Busetti, per 50 anni al servizio di generazioni di giovani talenti. Due persone che hanno fatto la storia del ciclismo piacentino e legate tra loro da una grandissima amicizia. Nella storia più recente al Cadeo Carpaneto, Bruschi è stato il direttore sportivo di Federico Turci e Luca Tortellotti, che da Esordienti hanno fatto incetta di vittorie in diverse regioni italiane. Tutti questi successi lo rendevano orgoglioso; pur con l’avanzare dell’età, non si è mai risparmiato e ha continuato ad allenare con noi fino al 2018. Umberto era una figura a modo, benvoluta dai ragazzi a cui cercava sempre di dare stimoli, mentre alla società non ha mai creato problemi. Se ne va un’icona del ciclismo e che ha sempre fatto tutto per pura passione, da volontario e a costo zero per il sodalizio. Come ha ricordato Busetti, insieme abbiamo vissuto tanti momenti, emozioni e vittorie e mi associo a questo pensiero”.

Al Cadeo Carpaneto vanno anche le condoglianze dell’Aspiratori Otelli, realtà bresciana che dal 2015 collabora strettamente con il sodalizio piacentino.

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