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Foto di gruppo per le azzurre con al centro il presidente Renato Di Rocco e Giorgia Bronzini

Foto di gruppo per le azzurre con al centro il presidente Renato Di Rocco e Giorgia Bronzini

Rio2016 - Bronzini: «Un bronzo che sento anche mio»

Ha un sorriso raggiante Giorgia Bronzini quando si presenta in zona mista insieme alle sue compagne. Elisa Longo Borghini è già passata, diretta ai controlli antidoping che spettano come obbligo ai vincitori delle medaglie, ma Giorgia (che ha...

Ha un sorriso raggiante Giorgia Bronzini quando si presenta in zona mista insieme alle sue compagne. Elisa Longo Borghini è già passata, diretta ai controlli antidoping che spettano come obbligo ai vincitori delle medaglie, ma Giorgia (che ha chiuso 42esima a 10.06 dalla vincitrice Van der Breggen) insieme a Tatiana Guderzo ed Elena Cecchini festeggia abbracciata al presidente federale Renato Di Rocco. Baci, abbracci e una valanga di foto per la squadra che ha consentito alla Longo Borghini di salire sul podio al termine di una gara studiata a tavolino alla perfezione dal tecnico Dino Salvoldi.

Alla vigilia avevi dichiarato: voglio essere protagonista, voglio dare una mano all’Italia. Possiamo dire che sul percorso hai dato una grossissima mano.
«Sì, direi proprio di sì. Ci ho messo l’anima, mi sono mossa già dall’inizio facendo di tutto per coprire fuoriuscite che potevano diventare pericolose. Su questo percorso ero la più debole della squadra e ho dovuto agire di conseguenza. Ho sprecato un po’ in fuga e mentre ci avvicinavamo alla salita lunga ho cercato di fare il possibile per stare vicino alle ragazze cercando di coprirle dalla parte del vento. Poi quando è arrivato il momento più duro ho terminato il mio compito».

Altra tua dichiarazione: se conquistiamo una medaglia festeggerò come se l’avessi vinta io.
«Ovvio. In particolar modo Elisa è in squadra con me da due anni. Io ho sempre creduto in lei e lei ha fatto lo stesso con noi. Sono stata un po’ la sua voce guida. Mi ha detto: Giorgia, io ci metto le gambe e tu ci metti la testa. Ho cercato di tenerla tranquilla più volte in corsa ma sapevo che avrebbe potuto fare bene: è un grande corridore».

Possiamo dire che l’hai teleguidata fino al bronzo.
«Finché ho potuto sì, poi magari mi ha sentito da distante perché ero a qualche minuto da lei».

Che voto ti dai oggi?
«Ho dato il 100 per cento, se abbiamo conquistato la medaglia credo di meritarmi un 10, ma penso che tutte si siano meritate il voto massimo».

Tuo papà scherzando a inizio stagione aveva detto che ti avrebbe regalato una bicicletta elettrica a fine annata. Hai dimostrato di non averne bisogno anche su un percorso durissimo.
«Sarà meglio che la usi lui» ride.

Poi via, di corsa a festeggiare una medaglia meritatissima e pesantissima, che è anche della piacentina.
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro

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