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Domenica, 5 Febbraio 2023
Ciclismo

La magia del Giro d'Italia che trasforma ogni giorno nella domenica. Il calore dei piacentini. FOTO e VIDEO

Grande entusiasmo sul Facsal per i campioni della carovana rosa che mancava nella nostra città dal lontano 2006. Pioggia, freddo, vento e norme anticovid non hanno fermato la passione dei piacentini. Nibali il più applaudito, ma i decibel si alzano anche per Sagan, Bernal e Filippo Ganna. Il nostro viaggio

«Crescerà» ci diciamo, eccome se cresce. Sul Facsal c’è l’appuntamento degli appassionati. Arrivano i pullman, le ammiraglie. Passa una buona oretta e pian piano scendono. C’è Remi Cavagna, l’applausometro sale alle stelle per Vincenzo Nibali, trionfo per il tre volte campione del mondo Peter Sagan. Tutti schizzano via, non si possono fare autografi. Causa bolla anticovid in cui vivono i corridori. Si aprono le portiere del pullman Ineos, appare il favoritissimo Bernal (già in giallo al Tour 2019). Passa Evenepoel, astro nascente del ciclismo. Calciatore nel Psv Eindhoven fino al 2016, poi un brutto infortunio e il passaggio “per curiosità” al ciclismo. Due Mondiali, Juniores e Pro. Oggi il belga è paragonato a Merckx. Ci vogliono spalle grosse. Ed ecco che alle 11.42 esce lui, Filippo Ganna, applauditissimo dal pubblico piacentino.
Applauditissimo e gentilissimo, sembra quasi scusarsi - «mi spiace non posso fare autografi», ancora la storia della bolla - inforca la bici e va tra la gente che lo acclama. Diversi papà ci dicono di «aver tenuto il figlio a casa da scuola». Ci sta, è il Giro. E’ domenica anche se è martedì.   

Giro foto 5

Nel 2006 fu tutta un’altra musica, Piazza Cavalli era murata di piacentini, via Cavour non aveva mezzo metro libero, Piazzale Milano ingolfata. E vabbè, in tempo di pandemia dobbiamo accontentarci e ci accontentiamo. La tappa è piacevole, tavolo da biliardo la prima metà, decisamente mossa la seconda frazione con arrivo in salita.

Giro foto 4

La carovana, invece, si aggrappa al disumano Zoncolan (Savoldelli ai tempi dell’ Lpr ci disse «è la salita più massacrante») e a Cortina (Pordoi e Passo Giau). Favorito Bernal (Ineos) ma occhio al britannico Yates e a Evanpoel (QuickStep). Non ci sono i tre tenori che hanno infiammato la Primavera, Van Aert e Van der Poel, Alaphilippe ovviamente da buon francese pensa solo al Tour.
Il Giro è passato, via verso Modena, Grotte di Frasassi (splendide, andateci) fino in Puglia e poi di nuovo su sulle Dolomiti per un viaggio che ci affascina sempre nonostante il secolo di vita.

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