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Bruno Groppi (a destra) al Vigorelli di Milano, insieme al pistard Stefano Notari (a sinistra) e al grande Antonio Maspes (al centro), sette volte iridato di Velocità Professionisti.

Bruno Groppi (a destra) al Vigorelli di Milano, insieme al pistard Stefano Notari (a sinistra) e al grande Antonio Maspes (al centro), sette volte iridato di Velocità Professionisti.

Il ciclismo piacentino piange la scomparsa di Bruno Groppi

E’ scomparso nel pomeriggio di venerdì scorso, dopo lunga malattia, l’ex dirigente sportivo Bruno Groppi, il cui nome resta indissolubilmente legato a quello della gloriosa società ciclistica Vittorio Pezza.
Nato a Piacenza il 3 giugno 1942, dopo i brillanti trascorsi agonistici giovanili nel calcio e nell’atletica, Groppi era entrato nei quadri del sodalizio grigio-rosso nel 1965, inizialmente come segretario e in seguito con l’incarico di direttore sportivo. Con lui alla guida, la squadra visse le sue stagioni migliori e verso la metà degli anni Settanta valorizzò corridori come Stefano Morbelli, Paolo Marenghi, Maurizio De Bernardi e i futuri professionisti Angelo Fiorentini e Stefano Notari. Un gruppo di ragazzi capaci di mietere vittorie su strada e soprattutto in pista, facendosi onore pure a livello internazionale. In particolare, nel 1975 Morbelli si piazzò sesto ai Mondiali di Inseguimento individuale Juniores a Losanna, mentre Fiorentini trionfò nel Piccolo Gran Premio di Copenaghen Juniores (1973) e vestì l’azzurro in due edizioni dei Mondiali di Velocità Dilettanti (1974 e 1975). Fu anche grazie a queste grandi affermazioni che, per supportare l’attività su pista nella nostra provincia, venne decisa nel 1974 la ristrutturazione del velodromo di Fiorenzuola, inattivo da oltre un decennio. L’impianto, che rischiava lo smantellamento definitivo, riaprì invece i battenti nel 1978: uno dei dirigenti piacentini che si batté per il recupero della pista valdardese fu proprio Groppi. 
Esauritosi il periodo d’oro, negli anni Ottanta con la casacca della Pezza emersero comunque i vari Pietro Corbellini (riserva azzurra al Giro dell’Austria Juniores del 1982), Claudio Barsi, Davide Follini ed altri ancora. Sempre sostenuto dal generoso impegno del suo tecnico e factotum, il club piacentino restò nell’agonismo sino al 1989, organizzando il classico Circuito delle Fabbriche sino al 1994. Nonostante la salute malferma, Groppi continuò comunque a rinnovare l’affiliazione alla Federazione Ciclistica Italiana per permettere alla “sua” società di raggiungere nel 2001 il prestigioso traguardo del mezzo secolo di vita. Cercò poi in tutti i modi di garantirle un futuro, mosso da un attaccamento addirittura commovente ai colori grigio-rossi. Ma il progressivo aggravarsi della malattia lo costrinse alla resa e così la luminosa parabola del sodalizio cittadino si concluse definitivamente qualche anno fa.

Con la morte di Bruno Groppi, il nostro ciclismo perde quindi un altro importante tassello della sua storia, mentre tanti ex atleti piangono il tecnico bonario e appassionato che seppe accompagnarli alla conquista di traguardi prestigiosi.
I funerali si svolgeranno alle 16 di lunedì 4 giugno presso la cappella interna del pensionato Vittorio Emanuele II a Piacenza

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