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Elezioni Federciclismo: votazione ancora rimandata

Parafrasando il Don Abbondio di manzoniana memoria, si potrebbe quasi dire che “questa elezione non s’ha da fare”, riferendosi alla nomina del nuovo presidente del Comitato Provinciale di Federciclismo. Dopo cinque mandati di votazioni nella...

Elezioni Federciclismo: votazione ancora rimandata - 1
Parafrasando il Don Abbondio di manzoniana memoria, si potrebbe quasi dire che “questa elezione non s’ha da fare”, riferendosi alla nomina del nuovo presidente del Comitato Provinciale di Federciclismo.
Dopo cinque mandati di votazioni nella norma che hanno generato il regno ininterrotto dell’attuale presidente Giovanni Cerioni – in carica consecutivamente dal 1997 ad oggi –, nell’elezione per il prossimo quadriennio olimpico è successo tutto quello che non era mai capitato prima, quanto meno per Piacenza. E attenzione, stiamo comunque parlando di episodi singolari che possono succedere per un ruolo importante ma che tuttavia meritano contorni anche un po' scanzonati. In fondo si tratta di sport.
Cerchiamo però di mettere ordine ai fatti. Venerdì 25 novembre era l’ultimo termine per avanzare la propria candidatura e in lizza si ritrovavano Gianluca Andrina, presidente del Vo2 Team Pink, annunciato da tempo e Stefano Magnani, in uscita dal consiglio del Comitato Regionale e presentatosi più sotto data. Nella serata di lunedì 28 novembre, giorno delle votazioni, si è verificata una perfetta parità (undici voti per parte) e così l’assemblea, per non protrarsi a notte inoltrata visti gli impegni professionali dei presenti e dopo aver consultato regolamenti e statuti, ha deciso di aggiornarsi e concludersi in una seconda seduta, fissata per mercoledi 30 novembre.
Qui accade il secondo colpo di scena. La riunione si apre con la lettura della lettera del candidato Magnani che annuncia la sua assenza per motivi di lavoro già precendentemente stabiliti e quindi con la sua rinuncia dalla corsa alla presidenza. A questo punto si ritirano anche tre consiglieri che lo appoggiavano e si resta con un solo candidato da eleggere, Andrina, che però dovrebbe ottenere la percentuale minima necessaria per salire. Ciononostante non ci sono i requisiti validi per proseguire, viene così azzerato tutto per una votazione ex-novo a data da destinarsi (probabile il 28 dicembre, però si lavora per farla entro le feste natalizie) ma c’è chi giura – nell’incontrollabile vox populi del day after – che l’assemblea abbia vissuto momenti accesi come mai prima e difficilmente prevedibili solo una settimana fa.
“Ci tengo – spiega Giovanni Cerioni, cercando di ridimensionare l’accaduto – a chiarire che non è stata una serata molto diversa da tante altre, dove nessuno ha esagerato in toni e termini. Si è verificata una situazione che poteva starci, nella quale il canditato Magnani si è avvalso della facoltà di poter essere assente per un impegno di lavoro importante che aveva tra l’altro già anticipato lunedì sera mentre si stava decidendo il giorno della seconda seduta di questa riunione. Quindi tutti sapevano già cosa poteva succedere, ma a quel punto, dopo il ritiro degli altri consiglieri, ho dovuto controllare i regolamenti e in base all’articolo 43 comma 2, non esistevano più i presupposti per votare l’unico candidato rimasto. Abbiamo applicato semplicemente la legge, non potevamo fare altro e non c'è stato nulla di sbagliato. In poche parole si ricomincia tutto daccapo, tutto torna in gioco, potrebbero esserci anche nuove candidature e potrei anche ripresentarmi io per esempio, benché a me questa situazione pesi parecchio perché mi obbliga a sbrigare lavoro supplementare mio malgrado. Speravo si eleggesse il nuovo presidente in questi due giorni, invece è come se non ci fossimo mai trovati e dovremo rifare tutto".
Detto che alcune norme statutarie sembrano studiate più per creare confusione che semplificare i lavori e su questo bisognerebbe apportare delle modifiche, va sottolineato che a Piacenza forse erano abituati troppo bene negli ultimi anni. Sono bastati infatti due candidati nuovi per generare tra le società il caos più totale, lasciando spazio più a scenari politici che a scelte meramente sportive. Questa almeno è stata la percezione, sperando che nella prossima assemblea non venga sprecata un'altra occasione di eleggere il nuovo presidente del Comitato Provinciale.
Simone Carpanini

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