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Lunedì, 17 Giugno 2024
Ciclismo

Ciclismo - Mirco Bruschi vince l'Epica 2013

Cielo imbronciato e freddo non hanno scoraggiato gli appassionati delle due ruote che a San Nicolò hanno partecipato alla sesta “Epica sulle tracce di Annibale – Memorial Maria Teresa Orsi”, la granfondo d’epoca organizzata da La Orsi Bike sotto...

Cielo imbronciato e freddo non hanno scoraggiato gli appassionati delle due ruote che a San Nicolò hanno partecipato alla sesta “Epica sulle tracce di Annibale – Memorial Maria Teresa Orsi”, la granfondo d’epoca organizzata da La Orsi Bike sotto l’egida dell’Endas. Quasi quattrocento ciclisti, provenienti da diverse regioni d’Italia e anche dall’estero (in particolare, Inghilterra e Irlanda) hanno preso parte all’ormai classica manifestazione, che quest’anno presentava non poche novità, prime fra tutte la riapertura all’agonismo dopo l’esperienza dell’edizione inaugurale del 2008. Modificati significativamente anche i percorsi “Medio” e “Lungo”, ridotti rispettivamente a 56 (dislivello 260 metri) e 86 chilometri (dislivello 910 metri), mentre sostanzialmente invariato è rimasto il tracciato della tradizionale “pedalata” di 30 chilometri. Un po’ meno Valtrebbia (non sono stati toccati Rivergaro e il Bagnolo) e più Valluretta (con le salite di Moteraschio da Castelletto, Momeliano da Statto e, soprattutto, la bellissima ascesa sullo sterrato di Pomaro), ma un paesaggio sempre stupendo e ricco di richiami storici (con le colline circostanti disseminate di antichi castelli), anche se il sole (assente ingiustificato) stavolta non ha dato il suo contributo.

Va peraltro detto che proprio i nuovi tracciati hanno incontrato un vivo e unanime apprezzamento da parte dei partecipanti: scorrevolezza e sicurezza innanzitutto, oltre a una qualità dello sterrato molto migliorata rispetti agli anni scorsi. Altrettanto successo hanno riscosso (e non è certo una novità) i ricchissimi ristori e il rinfresco finale allestiti dall’organizzazione attingendo dalla tradizione enogastronomica piacentina. Ma, come sempre, le vere “primedonne” della giornata sono state biciclette d’epoca, con il loro fascino e le loro storie da raccontare: storie che in qualche caso partono dall’inizio del 900 (se non prima) e non sono ancora arrivate alla parola “fine”. Tutte belle, queste vecchie biciclette, e un premio lo avrebbero meritato tutti coloro che le hanno riportate una volta ancora sulle nostre strade. Purtroppo, a una giuria di esperti è spettato l’ ingrato compito di scegliere i cinque modelli ritenuti migliori per rarità, completezza di componenti e stato conservazione: così, i premiati sono stati Carlo Casati, Daniele Di Giacomo, Alberto Mordolini, Nicola Pedretti e Luciano Guggiola. Tornado in chiusura all’aspetto prettamente agonistico, anche l’ordine d’ arrivo della corsa, se vogliamo, può ritenersi sicuramente rispettoso della storia del ciclismo piacentino: il vincitore è stato infatti Mirco Bruschi, già eccellente Dilettante degli anni 80 e 90, ma soprattutto sul terzo gradino del podio è salito Giancarlo Perini, 15 anni di onoratissima carriera professionistica, con all’attivo l’indimenticabile ottavo posto al Tour de France del 1992 e due maglie azzurre ai Mondiali.

Ordine d’arrivo: 1. Mirco Bruschi (Team Perini Bike), km 86 in 2h30’07”, media/H 35,97; 2. Stefano Carini (Raschiani Valnure) st; 3. Giancarlo Perini (Team Perini Bike) a 3’42”; 4. Marcello Cappucciati (Pulinet) a 5’30”; 5. Luca Marchesini (Team Vivo) a 6’19”.

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