Lunedì, 15 Luglio 2024
Ciclismo

Aspettando il Tour de France - Il ciclismo di ieri e di oggi nel racconto di Francesco Moser al PalaBanca Eventi

Successo del talk tra il campione trentino e il giornalista del Sole24Ore Dario Ceccarelli. Il presidente della Federazione ciclistica Dagnoni: «Grazie alla Banca di Piacenza»

C’era tutta la rappresentanza di Rete Cultura Piacenza al PalabancaEventi (già Palazzo Galli), nel cuore del centro storico della città, dove scatterà la terza tappa del Tour de France 2024. Una prima fila a godere lo spettacolo live di un’intervista contro il tempo, contro l’ora, come piace a Francesco Moser, campione leggendario del ciclismo, intervistato da Dario Ceccarelli, firma del Sole24Ore.
Un’ora da record che ha ricordato il record dell’ora di 40 anni fa, a Città del Messico, 1984, impresa che ha segnato la storia del ciclismo, al passaggio dall’età della pietra all’era moderna.

Simone Fornasari, Mario Magnelli, Robert Gionelli, Filippo Cella, Francesco Moser, Giuseppe Nenna, Dario Ceccarelli_m

Ad ascoltare le parole “contro l’ora” nell’atmosfera affascinante di Sala Panini, fra gli altri, il presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna, il direttore generale Angelo Antoniazzi, il vicedirettore generale Pietro Boselli, l’assessore allo Sport del Comune di Piacenza Mario Dadati, l’assessore al Marketing territoriale Simone Fornasari, il vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli, il vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia, Filippo Cella, il delegato del Coni provinciale Robert Gionelli, il direttore del Museo Alessandria Città delle Biciclette, Roberto Livraghi, Giorgio Cimurri, figlio di Gianetto Cimurri, collezionista e uomo dello sport di Reggio Emilia, il giornalista-scrittore Franco Bonera, il giornalista di Raisport Andrea De Luca affascinati dalle parole di Francesco Moser sul ciclismo di oggi, su quello di domani (e di lunedì, che scatta da Piacenza con la terza tappa del Tour) e di ieri, quello che ha regalato tantissimi successi al campione trentino. L’evento si è concluso con la visita alla Mostra Icônes (fino al 7 luglio), un’autentica immersione multisensoriale nell’arte dei capolavori di Piacenza, particolarmente apprezzata dal campione Francesco Moser.

Pubblico numeroso in Sala Panini per Francesco Moser_m

«Francesco Moser è una leggenda del ciclismo - ha detto il presidente della Banca Giuseppe Nenna introducendo il talk del PalabancaEventi - ha conquistato successi incredibili e poi ha vinto corse come la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix, ben tre volte, corse stupende soprattutto per uno come me, di una certa età… Questa serata dà il benvenuto al Tour a Piacenza e lo fa anche attraverso Rete Cultura, con Comune, Fondazione, Camera di Commercio, Diocesi, Provincia e Regione: una “squadra” che ha inserito questa serata in un programma di successo, il programma ufficiale collaterale del Tour de France».

Un primo piano di Francesco Moser_m

Il grande campione Francesco Moser è stato protagonista prima di un incontro con la stampa, poi di un talk aperto, a ruota libera con Dario Ceccarelli, scrittore e giornalista de IlSole24Ore, dialogando sulle corse, i Giri d’Italia, i record, i campioni, i giovani, i rivali, i chilometri, la passione per la bicicletta, anche il suo nuovo modo di pedalare, nelle vigne e con la gravel e-bike, regalando un personalissimo carismatico spaccato sul grande ciclismo che sta per invadere la città di Piacenza, a poche ore dalla grande partenza del Giro di Francia da Firenze - il 29 giugno 2024 - per la prima volta dall’Italia, e a pochi giorni dalla tappa del primo luglio, dedicata a Fausto Coppi, la Piacenza-Torino, che collega l’Emilia Romagna al Piemonte. Con tutta l’emozione della storia e del presente del grande ciclismo.

Moser ha donato al presidente Nenna un'eccellenza della sua produzione vinicola_m

Simone Fornasari, assessore al Marketing territoriale del Comune di Piacenza ha detto: «C’è molta emozione nell’aria, a Piacenza, e anche altrove, per la grande partenza del Giro di Francia dall’Italia, stiamo vivendo un appassionante conto alla rovescia e sentiamo l’orgoglio e la responsabilità di fare al meglio tutto quello che questo Tour storicamente “italiano” nella sua partenza giustamente esige. Ci fa particolarmente piacere che i campioni di tutti i tempi visitino la città. Siamo sicuri che il carisma di Francesco Moser ha conquistato tutti, non solo gli appassionati di ciclismo che sono tanti, ma anche la gente che ama il racconto di uomini di valore, esempi nella vita».

Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, ha inviato questo messaggio: “Serata da record, campione da record, luogo da record e Piacenza da record che con questa grande partenza, in Italia, apre e chiude il cerchio del grande ciclismo del Tour. Accogliamo la Grande Boucle con il nostro solito entusiasmo contagioso. Sono contento che abbiate programmato una stupenda serata con Francesco Moser e tanti amici del ciclismo dello sport della vita. Un grazie alla Banca di Piacenza, che promuove e sostiene questo evento di avvicinamento al grande giorno della partenza”.
Scambio di doni al termine della stimolante chiacchierata: il presidente della Banca Nenna ha consegnato a Moser la “Targa del Benvegnu” e al giornalista Ceccarelli una pubblicazione di prestigio dell’Istituto dedicata a Palazzo Galli; l’ex campione trentino ha invece omaggiato il presidente della Banca con una bottiglia (autografata) di vino prodotto dalla sua casa vinicola.

Giuseppe Nenna consegna a Francesco Moser La Targa del Benvegnu_m

FRANCESCO MOSER

E’ uno dei più grandi campioni di sempre del ciclismo professionistico italiano e mondiale. Nato a Palù di Giovo (Trento) il 19 giugno 1951, passa professionista nel 1973. Con 273 vittorie su strada è il corridore italiano con maggior numero di successi all’attivo (3° nella classifica mondiale dopo Eddy Merckx e Rik Van Looy). Soprannominato “Lo Sceriffo”, per le sue qualità di leader, nel 1977 diventa Campione del Mondo a San Cristobal in Venezuela; tra 1978 e il 1980 colleziona 3 vittorie consecutive alla Parigi-Roubaix; nel 1984 si aggiudica Giro d’Italia, Milano-Sanremo e Record dell’ora a Città del Messico, oltre a 2 Giri di Lombardia (1975 e 1978).
Nel 2024 ricorrono i 40 anni dal suo successo al Giro d’Italia e dal suo strepitoso record dell’ora segnato due volte nello spazio di poche ore a Città del Messico, un record epocale che ha segnato la storia e l’inizio del ciclismo moderno. Grazie al suo successo nel 1984, Moser entra nella Hall of Fame del Giro d’Italia quando, con una trionfale cronometro - conclusasi dentro l’Arena di Verona - strappa la maglia rosa proprio all’ultima tappa, a Laurent Fignon, grande campione e uomo, morto prematuramente per un tumore.

Francesco Moser e Dario Ceccarelli_m

MOSER E IL TOUR DE FRANCE

Il suo debutto al Tour è un fulmine nel cielo sereno del Cannibale Eddy Merckx, vincitore di cinque edizioni consecutive, il belga si trova
battuto nel suo Belgio davanti al suo Re, nel crono prologo di Charleroi, perché un giovane trentino conquista quella maglia gialla destinata sulla carta dagli organizzatori del Tour al padrone di 5 grandi giri di Francia: Eddy Merckx.
In poco più di sei chilometri Moser si fa conoscere per la sua stoffa da campione, sia pure alla prima Grande Boucle della sua carriera: 24 anni appena compiuti, la maglia di campione italiano addosso, Moser osa sfidare, vincendo, il Cannibale.
«Fu una giornata indimenticabile, probabilmente una delle più belle della mia carriera – spiega Moser –. La sera prima incontrai una rappresentanza di minatori italiani in Belgio che mi fecero capire quanto importante sarebbe stata una vittoria, una sorta di rivincita. Vincere anche per loro, con il tricolore indosso, non ebbe prezzo. Merckx era furioso, mi fece la guerra per tutta la prima settimana» (dichiarazione lasciata a Emanuele Peri su Quibicisport).
Una settimana in giallo al Tour con Merckx che gli corre contro è la sintesi di quell’impresa del 1975. Perde la maglia gialla nella successiva cronometro, ma vince una volata storica contro i fenomeni del momento Van Linden e Godefrot. Poi i Pirenei e persino una caduta, in discesa suo terreno preferito. Sono dettagli che abbiamo tutti dimenticato poiché quel giovane campione, Francesco Moser da Palù, prima di diventare Moserissimo, vinse al Tour osando sfidare Merckx.

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