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Beffa Rivergaro, ma che festa per Andrea Tramelli

Beffa sicuramente sì, ma per il Rivergaro la partita contro il Pittolo è stata comunque una festa. La formazione allenata da mister Borlenghi può sicuramente mordersi le mani per aver sciupato due match ball consecutivi, contro San Filippo Neri e...

I compagni di squadra del Rivergaro premiano Andrea Tramelli con una targa ricordo
Beffa sicuramente sì, ma per il Rivergaro la partita contro il Pittolo è stata comunque una festa. La formazione allenata da mister Borlenghi può sicuramente mordersi le mani per aver sciupato due match ball consecutivi, contro San Filippo Neri e Pittolo, che sarebbero valsi la promozione in Seconda Categoria: il calcio spesso è crudele. Parlavamo di festa, invece, perché la rinata società Rivergaro - sulle ceneri del vecchio River - proprio domenica ha colto l’occasione per salutare il centrocampista Andrea Tramelli, 42 anni a luglio, che contro il Pittolo ha disputato la sua ultima partita nei campionati dilettantistici.
«E’ stata una bellissima sorpresa che mi hanno fatto società e compagni - ci spiega Tramelli - non mi aspettavo la consegna della targa ricordo. Per me onestamente cambierà poco, nel senso che sono uno dei soci fondatori di questo nuovo River e quindi manterrò un ruolo in società. Già in questo periodo ho allenato gli Allievi e aiuto a fare ciò di cui c’è bisogno, siamo un club semplice, dove tutti fanno di tutto e ci siamo concentrati molto su Rivergaro, 18 giocatori sui 23 della rosa infatti sono di questa zona. Nel River ho giocato ai tempi della Prima Categoria e, ancora prima, quando c’era Giovanni Rebecchi come presidente poi insieme ad altri amici abbiamo deciso di far nascere questa nuova società».
Che ha sprecato due belle occasioni per tornare in Seconda Categoria perdendo gli ultimi due scontri diretti e passando dalla prima posizione alla quarta nel giro di 90’. «E’ un peccato ma in realtà c’è da fare una premessa: dopo tre anni fatti per il semplice gusto di giocare, stare insieme e riavviare un settore giovanile, questa estate abbiamo deciso di alzare l’asticella fissando il ritorno in Seconda Categoria nel giro di tre anni. Perciò abbiamo preso un allenatore esperto come Borlenghi (dalla San Corrado) e, un po’ per bravura nostra e un po’ per la tipologia di campionato, ci siamo ritrovati a due giornate dalla fine a giocarci subito la promozione. Peccato perché contro il Pittolo avremmo meritato almeno il pareggio, che ci avrebbe permesso di arrivare almeno secondi, ma pensiamo positivo e possiamo dire che abbiamo bruciato le tappe rispetto all’idea che avevamo in testa»
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