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Stefano Rossini durante la sua prima avventura a Carpaneto

Stefano Rossini durante la sua prima avventura a Carpaneto

Rossini inizia la sua seconda avventura alla guida del Carpaneto: «Credo di poter fare bene, altrimenti non avrei accettato»

Primo allenamento dell'ex terzino con la squadra che ha ripreso in mano dopo il saluto ad Adailton. I piacentini sono penultimi in Serie D e reduci da quattro sconfitte consecutive

E’ iniziata oggi pomeriggio con la direzione del primo allenamento la seconda “era” (e la terza stagione) di Stefano Rossini alla guida della Vigor Carpaneto. Già sulla panchina biancazzurra per buona parte delle scorse due annate, l’ex terzino di serie A affronta ora una nuova avventura alla corte del presidente Giuseppe Rossetti. Il numero uno del Carpaneto, infatti, l’ha scelto per avvicendare il collega brasiliano Martins Adailton, con cui lunedì si è giunti a un accordo consensuale per provare a dare una scossa alla squadra, penultima nel girone D di serie D con due punti all’attivo e reduce da quattro sconfitte consecutive in campionato.

Si aspettava questa chiamata? Con che spirito ha accettato la nuova avventura al Carpaneto?

“Nel calcio non c’è mai nulla di scontato, se vuoi fare questo mestiere metti in preventivo i cambiamenti. Puoi avere divergenze di vedute, ma se non ti lasci male può succedere di ritrovarsi. Sono carico, ci credo, altrimenti non avrei accettato. Io conosco solo una strada per rialzarsi: il lavoro. Non sono il salvatore della patria, c’è bisogno di tutto e di tutti. Le potenzialità sono importanti da sviluppare, ma ci sono anche altre componenti, come per esempio la testa e la fiducia, che lo sono altrettanto, se non di più”.

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