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Silva: «Stiamo facendo qualcosa di straordinario»

In casa Pro Piacenza si chiudono gli occhi e s'immaginano come sarà tagliare il traguardo. Inutile nasconderlo, è opinione comune che i rossoneri, con un vantaggio di nove punti a nove giornate dal termine, siano unici artefici del proprio futuro...

Jacopo Silva in azione (Foto Spreafico-Galli)
In casa Pro Piacenza si chiudono gli occhi e s'immaginano come sarà tagliare il traguardo. Inutile nasconderlo, è opinione comune che i rossoneri, con un vantaggio di nove punti a nove giornate dal termine, siano unici artefici del proprio futuro, tuttavia - come è giusto che sia - se si aprono gli occhi la mente si assetta solo ed esclusivamente sulla prossima partita in casa del Seregno (in anticipo sabato sera alle 21 su Rai Sport 2). E' così anche per Jacopo Silva, bobbiese doc, che gioca per il secondo anno con la maglia rossonera ed è cresciuto nel vivaio dei cugini del Piacenza. «Per me questa stagione è migliore della passata, sono cresciuto sul piano della personalità». Frangiflutti davanti alla difesa e, all'occorrenza, centrale nel cuore della retroguardia in assenza di Colicchio o Rieti. Il piacentino è stato utilizzato a piene mani da Arnaldo Franzini che non ha mai nascosto la sua opinione: «Silva? Gioca in modo eccezionale anche in difesa». E il giocatore sorridendo risponde: «Mi piace quel ruolo». Insomma il morale in casa Pro è alle stelle, nessuno vuole parlare di promozione in Lega Pro acquisita, ma qualcuno un circoletto rosso alla doppia sfida interna del 13 e 17 aprile contro MapelloBonate e Sambonifacese l'avrà pur fatto: potrebbe essere la settimana buona per stappare lo champagne.

Dopo il pareggio con la Castellana il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
«Finita la partita c'era rammarico perché la Castellana, seppur con l'uomo in più, non ci aveva creato problemi fino all'85' e viaggiavamo con due reti di vantaggio. Poi abbiamo commesso un'ingenuità, che ci può stare nell'arco della partita, ed è finita con la delusione per aver pareggiato una partita praticamente vinta. Una volta smaltita la rabbia abbiamo visto che per fortuna la classifica era rimasta immutata».

E quindi?
«E' passata un'altra partita e il vantaggio è sempre uguale. Inutile nascondere che il margine è ampio, però la nostra forza è quella di saper inquadrare una partita alla volta senza fare calcoli».

Guardiamo Seregno: i lombardi sono in serie utile da dodici turni e arrivano da tre pareggi. Sono in flessione ma rimangono un grande pericolo per voi?
«Sicuramente non sarà una partita semplice, come del resto non ce ne sono in questo girone. All'andata mi avevano fatto un'ottima impressione perché sono una delle poche squadre che gioca al calcio e non cerca punti chiudendosi dietro».

Lo sapete vero che state per scrivere un pezzo di storia calcistica di questa città?
«Sappiamo benissimo che la promozione in Lega Pro è un obiettivo grande, soprattutto se raggiunto guardando il livello altissimo di questo campionato. La squadra è consapevole che la stagione fino a qui è stata straordinaria ed era da non crederci se ci avessero detto, a settembre, che a inizio marzo avremmo avuto nove punti di vantaggio sulla seconda. Tuttavia nulla è ancora scritto».

Ne parlate nello spogliatoio?
«Ne parliamo ma senza fare voli pindarici. Con nove punti siamo padroni del nostro destino ma nessuno ha fissato una data, almeno io no di sicuro. Testa bassa e pensare alla prossima partita, per me va bene vincere il campionato all'ultima giornata con un punto di vantaggio».

Che differenza c'è tra il Pro Piacenza di oggi e quello di ieri?
«Sinceramente fatico a trovare una risposta perché la rosa è cambiata poco rispetto alla passata stagione. L'anno scorso abbiamo perso punti importanti tra febbraio e marzo e poi l'infortunio di Piccolo ci aveva tolto qualche certezza là davanti. Oggi c'è più consapevolezza nei propri mezzi e una rosa sicuramente più lunga che permette di tamponare le assenze».

E tra il Silva di oggi e quello di ieri?
«Oggi sono più contento. Purtroppo convivo da inizio stagione con una fastidiosa pubalgia, però penso di aver acquisito maggior consapevolezza nei miei mezzi e un pizzico di personalità in più».

Tanto che fai pure il difensore.
«Mi piace giocare dietro quando il mister me lo chiede, per me va benissimo stare lì se serve».

Chi vi soffierà sul collo fino all'ultimo?
«Sono d'accordo nell'indicare l'Inveruno, per quanto visto nella doppia sfida contro di noi. Ovvio che non si può escludere nemmeno il Pontisola perché ha un'ossatura importante e negli ultimi campionati ha sempre dato battaglia fino all'ultima giornata».

Cosa ne pensi del campionato del Piacenza?
«Guardando la situazione da fuori, forse qualcosa in più ci si aspettava, perché i nomi del Piacenza sono davvero importanti. Probabilmente sono sorti dei problemi perché i giocatori, indubbiamente, sono da primo piano. Ma il campionato non è finito e possono lottare per i playoff».
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