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Da sinistra: il tecnico Tabbiani, il dottor Sartori, il team manager Luca Baldrighi e  il secondo allenatore Cammaroto

Da sinistra: il tecnico Tabbiani, il dottor Sartori, il team manager Luca Baldrighi e il secondo allenatore Cammaroto

Luca Baldrighi, il team manager da 100 panchine ora si aspetta la lode. «Con l'Aglianese voglio vedere un grande Fiorenzuola»

Il team manager rossonero ha tagliato il traguardo domenica scorsa. «Dalla tribuna la partita si segue meglio, ma l'emozione che si vive a due passi dal campo è indescrivibile»

Della prima volta in panchina ha perso i ricordi («Era con Ciceri allenatore, ma non ce l’ho più in mente»), però sa bene che domenica scorsa ha festeggiato il traguardo delle 100 partite seguite a bordo campo a fianco dei vari Dionisi, Brando e ora Tabbiani.

Luca Baldrighi, team manager del Fiorenzuola, ha dovuto modificare il proprio modo di seguire il calcio, ma adesso non tornerebbe più indietro. «All’inizio facevo fatica a estraniarmi e infatti qualche espulsione l’ho accumulata. Ma con il passare del tempo mi sono abituato; da un certo punto di vista mi sento limitato perché in qualche occasione vorrei esplodere, ma seguire gli incontri a pochi metri dal fulcro del gioco ti dà emozioni incredibili».

Adesso come vivi la partita?

«Devo per forza estraniarmi, perché il regolamento prevede che in piedi possa rimanere solo il tecnico. E non puoi nemmeno parlare, perché certi arbitri sono molto intransigenti e hanno il cartellino facile».

Non negherai però che in tribuna si vede meglio.

«Verissimo, dalla panchina ti manca la profondità e, specialmente in alcuni stadi, fai fatica a seguire lo svolgimento del gioco. A Fiorenzuola la visione è buona, ma da altre parti è dura. Certo, dagli spalti è più chiara la disposizione tattica, ma le sensazioni che provi rimanendo seduto a pochi metri dal campo sono impossibili da descrivere. Dico la verità, oggi farei molto fatica a seguire una gara dalla tribuna».

Qual è stata la partita che ricordi con maggiore piacere delle tue 100 in panchina?

«Ce ne sono tantissime. Con Ciceri mi viene in mente una salvezza sofferta che però ci ha portato a un periodo di grandi soddisfazioni che prosegue anche adesso. Di Dionisi mi sono rimaste impresse le sfide con il Lentigione e il Rimini, anche se con i romagnoli arrivò una sconfitta al 91’. Con Brando scelgo il successo 4-1 sul Modena e la gara dei play off terminata 2-2 con un gol regolare annullato. Di Tabbiani fammi sottolineare la sfida dello scorso anno a Mantova, anche se poi non siamo riusciti a giocare il ritorno a causa del Covid».

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