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Tamponi a tappeto e maxi ritiri. Difficilmente la Serie C riuscirà a rispettare il Protocollo medico

Docce differenziate, sanificazione degli ambienti prima e dopo l’allenamento tramite personale esterno che a sua volta dovrà essere sottoposto a controlli

Protocollo medico. E’ la nuova parola nel calcio di oggi. Il “Protocollo Medico” andrà rispettato, solo così potrà ripartire il calcio italiano e concludere la stagione in estate, se consideriamo come prima data possibile il 28 maggio. Prima la A, poi la B e infine i tre gironi di Serie C; tuttavia proprio su quest’ultimo - e in gran parte anche per la B - si concentrano alcune proteste perché le indicazioni date dalla Figc possono essere seguite a malapena da alcuni club di A, figuriamoci in B o in C.
Maxi ritiri, foresteria in grado di ospitare fino a 50 persone, docce differenziate, sanificazione degli ambienti prima e dopo l’allenamento tramite personale esterno che a sua volta dovrà essere sottoposto a controlli. Test pre-ritiro a tappeto e tamponi ogni 4 giorni. Tutto questo un club di Serie C non è in grado di organizzarlo e nemmeno di sostenerlo a livello economico, forse possiamo escludere qualche big come Monza, Vicenza, Reggina o Bari, ed è il motivo per cui la realtà dice che tra le 60 squadra di terza serie almeno una cinquantina sono concordi nel chiudere anticipatamente la stagione.

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