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Domenica, 4 Dicembre 2022
Serie C

La ricetta del Fiorenzuola: spendere poco per vincere tanto

I rossoneri sono la formazione con il monte ingaggi più basso del girone B, e il settimo minore in assoluto di tutta la Serie C, ma si trovano al comando della classifica con squadre che hanno investito quattro o cinque volte di più

Gli ingredienti sono semplici, il risultato molto meno: spendere poco per vincere tanto. E’ la ricetta del Fiorenzuola, capolista nel Girone B di Serie C pur essendo la società con il monte ingaggi più basso dell’intero raggruppamento. Il 5-0 casalingo contro la Reggiana e il primato in classifica ha messo il club del presidente Pinalli sotto i riflettori e adesso in tanti fanno i conti in tasca ai valdardesi scoprendo che è possibile creare una buona (anzi ottima) squadra spendendo meno degli avversari. Lo sottolinea un articolo pubblicato sul Cittadino di Lodi a firma di Andrea Grassani, secondo il quale solamente sei club in tutta Italia spendono meno dei rossoneri, attualmente in testa al campionato insieme a Siena e Reggiana, due tra le più “spendaccione” e livello italiano insieme a Cesena, Virtus Entella, Catanzaro, Avellino e Pescara. Ma nella classifica di chi investe di più è al comando il Crotone con oltre 5 milioni, in un elenco che comprende anche Vicenza, Triestina, Pordenone e Padova. Considerando solamente il Girone A il Piacenza è un’altra delle formazioni che ha un monte ingaggi ridotto, superiore a Pergolettese e Virtus Verona e simile a Arzignano, Pro Patria e Sangiuliano. Complessivamente, sulle 59 società di Serie C ben 29 hanno giocatori a libro paga per più di un milione di euro; il Fiorenzuola non è certamente fra queste.

Eppure la squadra di Tabbiani sta sorprendendo tutti, dimostrando che oculatezza e competenza permettono comunque di creare delle rose in grado di ben figurare. Ovviamente l’obiettivo del Fiorenzuola non è quello di vincere il campionato, i dirigenti lo ripetono come un mantra da tempo e lo stanno sottolineando ancora di più in queste felici settimane, ma la società sta dimostrando che per lavorare bene non sono indispensabili ingaggi e investimenti faraonici. Un passo alla volta, senza drammi in caso di sconfitte o eccessivo entusiasmo quando le cose funzionano alla grande come in questo momento, i rossoneri sono un esempio da seguire fin dagli anni della Serie D. Perché non è un caso che, fatta eccezione per i soci al comando (da Pinalli ai fratelli Baldrighi passando per i Pighi), siano cambiati dirigenti importanti e anche parecchi allenatori, ma il Fiorenzuola ha sempre risposto alla grande. Perché in Valdarda funziona il detto “poca spesa (almeno in proporzione a quanto investono le altre società) e molta resa”.

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