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Mercoledì, 7 Dicembre 2022

Sogni, lavoro e allenamento, adesso Simone Potop è un cardine della difesa del Fiorenzuola. VIDEO

Cresciuto nel Torino e nel Milan è stato fermo undici mesi. «La coppia arretrata con Quaini sta dando ottimi risultati, ma la nostra forza è la qualità della squadra»

Difficile trovare un protagonista assoluto nello splendido momento del Fiorenzuola, ma di certo molte delle fortune attuali dei rossoneri partono da una difesa ermetica. Solo 8 gol subiti dalla squadra di Tabbiani in tredici partite, risultato che la pone al terzo posto nella specifica graduatoria del raggruppamento alle spalle di Siena (con 6) e della capolista Cesena, che fino a ora ha raccolto sette palloni in fondo alla propria porta.

Fra le colonne del reparto arretrato valdardese c’è sicuramente Simone Potop, ventiduenne scovato dai dirigenti rossoneri, con in testa il direttore sportivo Marco Bernardi, nella lista degli svincolati a novembre 2020 dopo essere cresciuto nelle giovanili di Torino e Milan.

Ormai per descrivere il momento di questo Fiorenzuola sono finiti gli aggettivi.

«Stiamo andando alla grande – spiega il difensore piemontese – perché siamo un gruppo forte, ci aiutiamo a vicenda e dobbiamo continuare su questa strada».

Non è un segreto che una grande squadra si costruisca da una grande difesa.

«Ovvio, però la nostra fase difensiva non è limitata al reparto arretrato. Ad esempio i nostri attaccanti iniziano a pressare alto costringendo gli avversari a lanciare la palla rendendo così il nostro compito più semplice».

La coppia difensiva inattesa con Quaini, “trasferito” dal centrocampo, sta portando ottimi risultati.

«Assolutamente. Lui non è un difensore nato, adesso il mister ha deciso di provarlo nel reparto arretrato e sta facendo molto bene. Ci completiamo a vicenda, puntiamo a fare sempre meglio gara dopo gara soprattutto cercando di subire meno gol possibili».

La tua soddisfazione a livello personale è ancora più grande. Sei cresciuto in settori giovanili importanti come Torino e Milan ma un certo punto ti sei trovato senza squadra.

«E’ stato un momento molto difficile per me, sono stato fermo undici mesi soffrendo tanto perché vedevo molti miei amici iniziare i campionati mentre io dovevo stare alla finestra. Ma con la forza di volontà, una mentalità concentrata solamente sul lavoro e allenandomi da solo ho avuto la fortuna di essere chiamato dal Fiorenzuola arrivando preparato e iniziando questa bellissima avventura».

La tua storia racconta che bisogna sempre crederci.

«Crederci tanto, sognare e poi lavorare senza sosta per arrivare ai propri traguardi. I sogni purtroppo non bastano».

Adesso quali sono gli obiettivi?

«Dobbiamo concentrarci su una gara alla volta. Ovvio che puntiamo alla salvezza, una volta raggiunta vedremo cosa potrà succedere».

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