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Sciopero sì o sciopero no, pubblico sì o pubblico no? La Serie C è già nel caos ancora prima di partire

L'Assocalciatori è passata alle vie di fatto contro il blocco delle liste a 22. «Domenica non giochiamo, così si perdono posti di lavoro». Lega Pro durissima: «Chi si rifiuta perde 3-0 a tavolino». E sul pubblico ancora non si capisce: in mille potranno entrare?

Gran caos in Serie C e nulla di nuovo sotto la luce del sole. Come troppo spesso accade negli ultimi anni, nella settimana che porta all’inizio del campionato la Lega Pro va in stallo e si aprono fronti diversi che promettono scintille. I fatti: l’Assocalciatori minaccia lo sciopero in Serie C per domenica 27 settembre rischiando di mandare quindi all’aria la partenza del campionato 2020/2021. Il presidente Ghirelli definisce questa scelta come «inaccettabile», ricorda che la Serie C non ha tempo da perdere «già siamo in ritardo, dobbiamo terminare prima per gli Europei e abbiamo 9 turni infrasettimanali ed eliminato la Coppa Italia di Serie C. Non ci possiamo permettere degli stop» e infine rincarato la dose «chi non gioca domenica rischia il 3-0 a tavolino e il -1 in classifica».
Dopodiché c’è tutta la partita sul pubblico. Ai famosi mille spettatori concessi in Serie A, in queste ore seguirà anche il via libera per Serie B e Serie C. Il Piacenza ci sta lavorando per domenica contro il Grosseto ma la cosa non va data per scontata anzi, gli ostacoli sono dietro a ogni angolo, e probabilmente se dovesse arrivare un «ok» da tutti gli attori coinvolti la prevendita dei biglietti non sarebbe comunque disponibile prima di venerdì pomeriggio con il rischio di ingolfare gli unici due canali di vendita. Insomma, il solito pasticcio dell’ultimo minuto.

SCIOPERO SI O SCIOPERO NO?
La posizione dell’Assocalciatori è chiara: «Il blocco delle liste a 22 toglie posti di lavoro ai giocatori che non rientrano nella categoria “under”». Non si comprende la natura di questa scelta da parte della Lega, le società che vogliono 22 giocatori non fanno altro che tesserarne 22 e magari anche tutti giovani, nessuno lo vieta, chi vuole averne di più e investire maggiori risorse deve essere altrettanto libero di farlo. Non si comprende l’obbligo per tutti di fermarsi a 22 con il rischio di appiattire la competitività del campionato. E’ questo il succo del discorso.
La Lega risponde con il presidente Ghirelli che nel suo intervento a Corner spiega le ragioni del blocco delle liste a 22 giocatori. «C’è un problema, l’AIC si deve rendere conto che non può esistere una situazione nella quale i costi dei contratti sono quelli pre-pandemia e le entrate per i club post-pandemia. La combinazione di questi elementi porta ad un default del calcio italiano. Bisogna che s’intervenga per eliminare dei costi che non esistono e puntare sui giovani. La media delle rose a disposizione è di 25 calciatori alcune società hanno addirittura 38 giocatori in organico. Di questi ne scendono in campo 16-17. Non possiamo chiedere agevolazioni economiche al Governo e buttiamo via 11 milioni di euro in questo modo. L’AIC deve rendersi conto che non siamo in grado di reggere. Le società non ce la fanno. Vogliamo trovarci disoccupati? Far saltare i club che già hanno problemi? E’ un errore gravissimo insistere con la questione sciopero».
La Figc cosa fa nel frattempo? Cerca la mediazioni per scongiurare lo sciopero, potrebbero quindi esserci dei ripensamenti e perciò non si ha ancora la certezza di cosa accadrà domenica: si gioca? non si gioca?.

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PUBBLICO SI O PUBBLICO NO?
Così il ministro dello sport Vincenzo Spadafora: «L’obiettivo è quello di riaprire gli impianti sportivi in progressione per tutte le competizioni: faremo questo lavoro da qui al 7 ottobre, quando verrà emanato il nuovo dpcm. L'obiettivo è quello che non si vada avanti con un numero secco, viste le diverse realtà: vorremmo definire, insieme anche alla Conferenza Stato-Regioni, una percentuale rispetto alla capienza effettiva dell'impianto, tenendo peraltro conto di vari aspetti, per esempio la gestione dei flussi delle persone che si spostano». In realtà, come detto, già domenica - sciopero permettendo - si potrebbero ad esempio aprire i cancelli del Garilli a 1000 persone per Piacenza-Grosseto, i dirigenti di via Gorra ci stanno lavorando ma non si può ancora dire se con successo o no.

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