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Fulvio Pea, seconda stagione per il mister sulla panchina del Pro Piacenza

Fulvio Pea, seconda stagione per il mister sulla panchina del Pro Piacenza

Pro Piacenza - Verso l'esordio contro la Giana Erminio. Pea: «Ora cerchiamo di essere squadra». VIDEO

Il tecnico alla vigilia di campionato: «Avendo ringiovanito la rosa all’inizio avremo qualche difficoltà soprattutto perché affronteremo avversarie già amalgamate»

Non c’è tre senza quattro. Quella di domenica con la Giana per il Pro sarà la partita di esordio nella quarta stagione consecutiva tra i professionisti. Un undicesimo posto ad un passo dalla zona playoff: questo il finale dello scorso campionato, un campionato che ha visto i rossoneri partire in sordina ma chiudere a ridosso della metà classifica che conta davvero. Difficile, difficilissimo ripetersi per una compagine che ha cambiato volto ancora una volta riallacciando il cammino con volti già conosciuti e scommettendo su giocatori in cerca di rilancio. Meglio tenere i piedi ben saldi sull’erba nonostante Pea abbia già fatto più di un mezzo miracolo. «Cercheremo di essere squadra – spiega il mister rossonero – Avendo ringiovanito la rosa all’inizio avremo qualche difficoltà soprattutto perché affronteremo avversarie già amalgamate». La priorità è comunque chiara: puntare sulla crescita dei più giovani.

SCOMMESSA GORI, CERTEZZA BELOTTI

Quel che è certo è che tra i pali il Pro non potrà più contare sull’esperienza e sul carisma di Fumagalli, passato al Piacenza nell’ultima finestra di mercato. Una partenza pesante, ancora più importante se si pensa che non ci sarà nemmeno Bini davanti al numero uno rossonero. Tra i pali il Pro ha scelto di affidarsi ad un talento sbocciato soltanto a metà: Stefano Gori arriva in prestito dal Bari dopo che soltanto tre anni fa per lui si erano spalancate le porte della primavera del Milan. Poteva essere un “nuovo Buffon” se si scorrono i titoli dell’epoca, sarà lui a portare il fardello di un’eredità pesantissima. Via Bini è arrivato Abbate: al centro con Belotti non manca l’esperienza mentre sulle corsie esterne è stata rivoluzione con il solo Calandra a mantenere il posto. Tanti volti nuovi per un puzzle ancora da comporre.

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