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Pro Piacenza - Silenzio totale sul caso fideiussione, sembra che il club sia pronto a presentarla in ritardo

Dalla società non filtra nulla, indiscrezioni parlano di garanzia trovata ma il ritardo di 5 giorni non mette al riparo dalla penalizzazione. Nelle prossime ore potrebbe esserci una conferenza stampa della proprietà Selèco per chiarire questa vicenda

Si viaggia totalmente a fari spenti per quanto riguarda le vicende societarie di casa Pro Piacenza. La squadra rende - e molto bene - sul campo, ma la partita è concentrata su quanto sta accadendo tra le mura di via de Longe: nulla. E proprio questa è la nota stonato, la società - nonostante i ripetuti solleciti da parte dei giornalisti - non ha ancora chiarito la sua posizione riguardo la mancata presentazione della nuova fideiussione che andava depositata entro il 28 settembre scorso, soprattutto non ha specificato se si è accodata o meno al ricorso presentato da Reggina e Matera che punta a far validare la prima fideiussione Finworld presentata il 2 luglio. Se ne deduce per logica che sia così, perché diversamente sarebbe come consegnarsi direttamente nelle mani della mannaia sportiva e prendersi la penalizzazione di 8 punti, la multa di 350mila euro e subire il blocco dei contributi giovani della Lega. Tuttavia, come detto, non esiste una versione ufficiale del Pro che si è trincerato dietro a un «no comment»: potrebbe uscire un comunicato stampa nelle prossime ore o, addirittura, esserci una conferenza stampa per chiarire la vicenda, almeno così ci hanno fatto sapere.

IL CASO
Il 20 luglio Banca d’Italia esclude la Finworld spa dall’albo creando il caos per 10 società di Serie C. Da quella data si è a conoscenza del fatto che la fideiussione andrà cambiata, dal 30 di agosto diventa ufficiale tramite comunicato Figc che dà tempo un mese, fino al 28 settembre, per sostituire la garanzia. Il Pro Piacenza il 28 settembre non deposita la nuova fideiussione. Le ultime indiscrezioni di stampa dicono che il Pro ci stia lavorando e sia pronto a presentarla nelle prossime ore, tuttavia la scadenza ufficiale della Figc rimaneva il 28 settembre scorso e con un mese di tempo - a cui aggiungere i 50 giorni estivi - si fatica a comprendere come mai si sia arrivati in ritardo su un punto di così vitale importanza. E comunque, bisognerà vedere come andranno a reagire quelle società che dovevano cambiare la fideiussione e l’hanno fatto per tempo, senza contare quelle che sono in regola fin dal 30 giugno, data in cui, tecnicamente, scadevano i termini per iscriversi alla stagione in corso. Non è da escludere che i club in regola si muovano compatti per chiedere interventi drastici.

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