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Francesco Ghirelli

Francesco Ghirelli

Pro Piacenza - Lo strano caso dello stato di agitazione poi ritirato. Ghirelli: «Dalla Lega nessuna promessa»

Interviene il segretario generale della Serie C. «La società vanta un credito legato alle valorizzazioni della scorsa stagione che può essere scontato dal Credito Sportivo. Tocca a loro e non alla Lega decidere se anticiparlo o meno»

Si tinge di giallo, ogni ora di più, il capitolo che riguarda la crisi del Pro Piacenza. L’ultima puntata di oggi è uguale alle montagne russe, in cui accade di tutto di più. In mattinata arriva lo stato di agitazione dei calciatori che danno alla società «tempo fino a venerdì per saldare gli stipendi di luglio, agosto e settembre altrimenti ci sarà lo sciopero domenica e non si giocherà con la Lucchese».
Nel primo pomeriggio l’incontro tra una delegazione di calciatori e il presidente Maurizio Pannella, al termine del quale arriva il contro comunicato del club in cui si sostiene che i giocatori hanno «ritirato lo stato di agitazione e domenica con la Lucchese si gioca», fermo restando che la messa in mora rimane valida e il tempo scorre.

Cosa è accaduto durante il confronto tra la proprietà e i giocatori? Sicuramente questi ultimi devono aver ricevuto rassicurazioni da parte della proprietà. Sul piatto un contributo per la valorizzazione dei giovani (circa 140mila euro) legato alla passata stagione e che il Pro vanterebbe nei confronti della Lega. A intervenire sulla vicenda, però, è lo stesso segretario generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, pronto a specificare alcuni punti.
«Personalmente non ho mai parlato con i giocatori del Pro Piacenza - spiega Ghirelli - ma sono stato contattato dalla proprietà. Li ho semplicemente informati che vantano un credito legato alle valorizzazioni dello scorso anno e questo può essere anticipato dal Credito Sportivo. La Lega Pro non può promettere nulla, sia chiaro questo punto, ma possiamo certificare che il Pro Piacenza ha diritto a questi soldi. Poi la questione passerà al Credito Sportivo e alla società. Saranno i primi, in base a diversi parametri tra cui la solidità del club, a decidere se erogare o meno l’anticipo».

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