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Pro Piacenza - La proprietà ha perso la fiducia della squadra: i giocatori disdicono i contratti degli appartamenti

Il clima al campo di allenamento è pesantissimo, la squadra non crede più al presidente Maurizio Pannella dopo un mese di promesse mancate. Il fronte per la messa in mora è compatto, si procederà venerdì, dopodiché a metà novembre partiranno gli svincoli

Foto Trongone

C’è una pesantissima aria di scoramento al campo di allenamento del Pro Piacenza, le promesse disattese dal patron Maurizio Pannella, proprietario del marchio Selèco che ha acquisito i rossoneri lo scorso 30 giugno, stanno infilando il piccolo club di via De Longe in un tunnel sempre più buio.
La recente difficoltà nel reperire i soldi da versare al Piacenza Calcio (gestore dell’impianto Garilli) per l’affitto dello stadio è solo l’ultimo di una serie di problemi gravissimi, tra cui la mancata capacità di Selèco di onorare stipendi e contributi dei giocatori per i mesi di luglio e agosto che, per inciso, raggiungono una quota nettamente inferiore a quelle che saranno le scadenze successive perché a luglio la rosa era composta da una manciata di giocatori, mentre oggi sono 32.
In ultima istanza arriverà la messa in mora, venerdì mattina, dei giocatori che hanno deciso di avviare le inevitabili procedure a propria tutela. Il fronte è compatto e sono tutti d’accordo, la speranza è sempre quella che nei prossimi giorni arrivi il saldo degli emolumenti, in modo tale da far rientrare l’imminente emergenza, ma anche se ciò dovesse avvenire ci sarebbe sempre un altro mastodontico problema: la fiducia nella proprietà è venuta meno. Questa sensazione è decisamente palpabile nell’aria al campo di allenamento della tangenziale dove siamo stati ieri per capire meglio la situazione.
Nelle ultime ore, intanto, si registra un altro punto a sfavore della proprietà: numerosi giocatori hanno infatti disdetto gli affitti degli appartamenti, altri sono stati lasciati fuori da alcuni alberghi della città. Lo spogliatoio si sta compattando cercando di fare di necessità virtù e in vista della messa in mora nessuno lascerà la squadra nei prossimi 20 giorni, tuttavia tra il 14 e il 15 novembre, se le cose non dovessero cambiare, il fuggi fuggi sarà generale e per il Pro si apriranno scenari diversi nel caso non fosse in grado di mandare in campo una squadra.

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