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Morrone: «I playoff andrebbero giocati, al massimo è accettabile uno spareggio Bari-Reggiana»

Il presidente dell’Associazione dei direttori e collaboratori sportivi. «Non ha senso equiparare medie punti che hanno un numero diverso di partite, allora va tutto cristallizzato alla 26a giornata. Nel prossimo Cura Italia pronta la Cassa integrazione in deroga per i calciatori e auspichiamo interventi a fondo perduto anche per la Serie C»

Alfonso Morrone

Il presidente dell’Adicosp, l’Associazione dei direttori e collaboratori sportivi, ha le idee chiarissime sul futuro che ci aspetta tanto da aver già avanzato proposte importanti. «Come presidente dell’Adicosp ho scritto al ministro Spadafora e molte nostre proposte sono state recepite. Nel prossimo decreto Cura Italia bis ci sarà la cassa integrazione in deroga per i calciatori che percepiscono fino a 50mila euro lorde, chiaramente la cifra stanziata non basterà per coprire tutto lo stipendio ma questo potrà essere compensato grazie a un fondo di solidarietà che si sta istituendo tra i club. Darà respiro alle società e noi, come Adiscop, stiamo tutelando su questo fronte anche i direttori sportivi, i segretari e i collaboratori sportivi. Legato poi a questo discorso si necessita un contributo a fondo perduto per il calcio, soprattutto quello minore, di Serie D e Serie C che avrà senz’altro più problemi rispetto alle altre due categorie, Serie B e Serie A. Parallelamente c’è la necessità di una riforma dei campionati, la B a 40 squadra per me non è una via praticabile, mentre è decisamente più sensata una riforma con due soli Gironi di Serie C e una serie semiprofessionistica a far da cuscinetto tra i dilettanti e i professionisti. Sono d’accordo con il presidente Ghirelli per abolire l’Irap. Anche per me è una imposta iniqua per le aziende figuriamoci per quelle del settore sportivo professionistico che svolgono una funzione sociale importante mentre - prosegue - per ma la fideiussione andrebbe mantenuta perché è la garanzia che nessuno farà il furbo».

Morrone poi butta lo sguardo alla decisione di promuovere Monza, Vicenza e Reggina - «sono d’accordo» - mentre per la quarta promozione l’Assemblea di Lega ha deciso di utilizzare il “coefficiente di merito” (la media punti/partite) dal quale uscirebbe il Carpi come promossa ma Reggiana, Padova e soprattutto Bari promettono battaglia.
«Le prime tre sono sacrosante, la quarta promozione però ritengo debba uscire dai playoff. Non è giusto utilizzare quel coefficiente, nato nella stagione 2017/2018 per portare sullo stesso piano i Gironi di Serie C che a quel tempo contavano un numero di squadre differenti. Conosco bene il coefficiente di ponderazione ma fu istituito dalla Lega Pro due anni fa in sede di composizione dei gironi in numero diverso, poi non avvenuta, per decretare chi doveva partecipare ai Playout. In quel caso si sapeva in partenza che non tutti avrebbero disputato lo stesso numero di partite qui invece non si è giocato per cause eccezionali. Oggi però non ha senso utilizzarlo. La Reggiana nell’ultima giornata che si è disputata ha pareggiato in casa contro il Gubbio, mentre il Carpi a causa della pandemia che era appena scoppiata non giocò in casa della FeralpiSalò. Quindi la Reggiana che colpa ha avuto? Quella di giocare. Se non avesse giocato quella domenica avrebbe oggi un coefficiente superiore al Carpi e sarebbe dunque promossa la Reggiana. Invece ha giocato, il Carpi no, quindi è sotto. Per me è una scelta ingiusta e iniqua. Lo stesso vale per il Bari. Se decidi di fare la media punti allora ti devi fermare a un numero uguale di partite, per questo dico si giochino lo spareggio Bari e Reggiana. Se ci fermiamo alla giornata 26 meritano loro».

Questa è la soluzione? «Allora, da quanto sappiamo delle 28 squadre aventi diritto ai playoff nell’Assemblea di Lega sono 16 quelle che hanno votato di giocarli e 12 quelle che hanno votato per non giocare. Io capisco queste 12 società, le capisco in vista dei costi che devono sostenere. Però dico, chiamiamo tutte le 28 squadre, facciamo una lista di chi vuole realmente giocarli, dopodiché troviamo una Regione con tre o quattro stadi disponibili e facciamoli in gara secca tra chi ha scelto di disputarli. Se la pandemia non ce lo dovesse permettere perché i rischi sono troppo alti allora è giusto cristallizzare tutto alla 26a giornata e fare un singolo spareggio Reggiana-Bari».

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Che calciomercato sarà? «Mi aspetto un mercato povero per la Serie C, già lo era e ora lo sarà ancora di più. Dobbiamo guardare in faccia la realtà, la crisi picchierà duro, molte società non avranno nemmeno il sostegno del botteghino, i direttori sportivo già dovevano ingegnarsi prima figuriamoci questa estate. Purtroppo è così, mettiamoci nell’ottica che nelle categorie minori occorrerà stringere la cinghia».

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