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Serie C

Pinalli: «Il Fiorenzuola riparte da Tabbiani. Saremo una squadra giovane con il sogno play off»

La società rossonera sta già gettando le basi per la prossima stagione. Il presidente: «Proveremo a riconfermare il maggior numero possibile di giocatori»

Immagine REALAB-2La stagione si chiuderà ufficialmente nelle prossime ore con la classica cena dei saluti, ma in casa Fiorenzuola già da qualche giorno si sta progettando il futuro. Anche oggi il presidente Luigi Pinalli era in sede, dove quotidianamente fanno tappa i dirigenti per gettare le basi della prossima annata. Innanzitutto bisognerà capire chi rimarrà in rossonero anche il prossimo anno, quindi toccherà al direttore sportivo Marco Bernardi definire eventuali accordi con profili che sono già stati individuati per rinforzare la squadra. Perché la società valdardese non compie mai il passo più lungo della gamba, ma è anche un gruppo che non si accontenta mai; a ogni avventura prova ad alzare ulteriormente l’asticella e così succederà anche il prossimo anno.

Come avete festeggiato la salvezza in Serie C? Non siete una società che fa proclami, ma questo è veramente un risultato da sottolineare.

«Avevamo già iniziato da qualche giorno - confessa il presidente Pinalli - perché dopo la vittoria con la Juventus eravamo praticamente certi di restare in categoria, anche se mancava l’aritmetica. Adesso ci troveremo tutti insieme per ringraziare lo staff e i ragazzi, poi inizieremo a concentrarci solamente sulla nuova stagione».

Possiamo dire che siete andati oltre le aspettative, salvandovi da neopromossi con alcune giornate di anticipo.

«Onestamente non sapevamo che campionato aspettarci, l’ultima volta del Fiorenzuola fra i professionisti era stato vent’anni fa. Non avevamo certezze e saremmo stati contenti anche di passare dai play out. Invece è andata ancora meglio di come ci attendessimo».

Se dovesse dare un voto alla squadra?

«Molto alto, direi un bell’otto. Non avevamo una rosa ricca di campioni affermati e neppure di giocatori esperti, addirittura nove o dieci undicesimi non avevano neanche mai giocato in categoria. Sono andati tutti ben oltre le aspettative».

Qual è stata la soddisfazione più grande della stagione?

«Battere la FeralpiSalò, perché sapevamo di avere di fronte uno squadrone. E poi anche vincere con il Piacenza al Garilli: è pur sempre un derby e significava la vittoria dei piccoli contro i grandi».

C’è stato un momento in cui avete temuto di non farcela?

«Sì. Quando abbiamo dovuto fare i conti con tre sconfitte consecutive a metà campionato c’è stato un momento in cui abbiamo rischiato una fase di scarsa lucidità. Ma per fortuna è arrivata la svolta e siamo riusciti a cambiare marcia».

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