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Londrosi scrive alle istituzioni sportive: «Gravi irregolarità nel tesseramento dei giocatori del Pro Piacenza»

L'ex dg scrive a Coni, Figc e Procura Federale: Pro Piacenza sta cercano di disputare l'incontro contro l'Alessandria in modo totalmente irregolare in spregio delle norme sul tesseramento e dei diritti dei lavoratori costituzionalmente garantiti.

Non molla presa l’ex dg del Pro, Massimo Londrosi, che torna ancora alla carica contro il presidente Maurizio Pannella e si appella questa volta, con un documento firmato, a Coni, Figc,, Lega Pro, Associazione Calciatori, Associazione Arbitri e Procura Federale. Nella sua email, Londrosi, evidenzia quelle che sarebbero numerose irregolarità nel tesseramento dei giovani e nell’utilizzo dei Berretti per la gara di domenica 20 gennaio tra Pro e Alessandria. La lettera inviata da Londrosi in versione integrale:

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“Il sottoscritto Massimo Londrosi, nella qualità di ex Direttore Generale del Pro Piacenza srl, attualmente militante nel Campionato professionistico organizzato dalla Lega Pro, con la presente intende portare a conoscenza le SSVV di una serie di gravi irregolarità poste in essere dalla Società e l'inerzia delle istituzioni sportive che hanno portato e stanno portando alla disputa di un Campionato totalmente irregolare.
Al riguardo quindi si sollecita un immediato intervento di esclusione della predetta compagine dal Campionato  nonché, in caso di ulteriore inerzia e comunque verificata l'impossibilità di proseguire l'organizzazione delle partite in modo corretto ed in conformità ai regolamenti, di adottare il provvedimento di commissariamento della Lega Pro.
Sono noti i fatti che riguardano il Pro Piacenza, società che è priva di fidejussione che non ha provveduto alla sostituzione della stessa in  conformità alla decisione della Corte Federale d'Appello e i cui tesserati, in primis i giocatori, hanno proclamato da settimane lo sciopero, non avendo percepito gli stipendi dovuti dal mese di settembre 2018.
Tutti i fatti sono da me stati portati a conoscenza della Procura della Repubblica.
La squadra non si è presentata già per tre volte alla disputa delle partite ufficiali ed è quindi suscettibile del provvedimento di esclusione dal Campionato ex art.   53 NOIF, in caso di ulteriore mancanza di presentazione.
Ciò posto risulterebbe che il Pro Piacenza stia cercano di disputare l'incontro  Pro Piacenza-Alessandria del 20 gennaio 2019 ore 14.30, in modo totalmente irregolare in spregio delle norme sul tesseramento e dei diritti dei lavoratori costituzionalmente garantiti.
Preliminarmente infatti si sottolinea come organizzare la squadra mediante l'impiego di calciatori delle compagini giovanili costituisca una violazione del diritti di sciopero ed una eguale violazione del'art. 48 NOIF che obbliga lo schieramento della migliore formazione.
Ma c'è di più.
Risulterebbe che per la partita odierna si stiano tentando d'impiegare giocatori provenienti da altre società, con tesseramento irregolare.
In primo luogo non si comprende come la Lega Pro abbia potuto concedere nell'attuale situazione visti di esecutività, attesa la palese incapacità della società a corrispondere lo stipendio anche ai minimi federali.
Inoltre, come noto, l'art. 104 n.2 delle NOIF non consente l'impiego di tesserati se non dopo 24 ore dalla concessione del visto.
A riguardo si chiede che le Autorità in indirizzo verifichino immediatamente quali nuovi tesserati abbiano ricevuto il visto di esecutività dalla Lega Pro e le relative coperture assicurative.
La situazione societaria e, in generale, tutto l'andamento dei Campionati di Lega Pro, presentano tali situazioni di irregolarità (Presidenti condannati, mancanza di garanzie fidejussorie) senza che il soggetto preposto alla sua organizzazione abbia adottati provvedimenti previsti dalle norme, che occorre provvedere con interventi immediati.
A tale riguardo si richiede che, oltre alla esclusione del Pro Piacenza, vengano adottati tutti i provvedimenti opportuni per il ripristino della legalità, ivi compreso il Commissariamento, stante le palesi irregolarità commesse e la mancanza di provvedimenti”.

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