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Caso stadio Garilli, Paolo Armenia: «Lo scontro su questa vicenda farebbe ridere l'Italia. Sono fiducioso»

Il direttore generale del Pro Piacenza sulla querelle dell'affitto con il Piacenza: «Ci sono stati gravi errori della vecchia amministrazione comunale: hanno scritto un bando in cui il gestore ha la facoltà e non il dovere di far giocare l'altra squadra»

«Onestamente? Sono fiducioso che la situazione sull’affitto dello stadio Garilli si risolva nelle prossime ore perché davanti ci sono due proprietà, Alberto Burzoni e la famiglia Gatti, che useranno il buonsenso». Cominciamo dalle parole con cui Paolo Armenia - direttore generale del Pro Piacenza ma oltre 20 anni dietro alla scrivania dei biancorossi - conclude l’intervista che ci rilascia per fare chiarezza sulla questione “Garilli” che in queste settimane ha irrigidito notevolmente il rapporto tra i due club.
Sabato, in un’intervista pubblicata sul quotidiano Libertà, l’avvocato dei rossoneri, Cesare Di Cintio, non ha escluso le «vie legali se la situazione non si dovesse risolvere», frase che ha indispettito (e non poco) il Piacenza Calcio che ritiene, al contrario, di avere tutto il diritto di chiedere la cifra che vuole per affittare al Pro Piacenza lo stadio Garilli in occasione delle partite di campionato.
Il Pro rischia di trovare domenica i cancelli chiusi? Difficile che accada perché se da un lato è vero che il Piacenza è il gestore dell’impianto, dall’altro è corretto dire che difficilmente si arriverà a tanto. Inoltre sembra che il bando lasci comunque la facoltà al Comune di intervenire in un caso del genere.

Armenia, se non trovate un accordo rischiate davvero di trovare i cancelli del Garilli chiusi?
«Dipende da chi gestisce. Sicuramente la situazione è arrivata a un bivio ma, prima di entrare nello specifico, occorre fare delle premesse importanti per capire bene di cosa stiamo parlando».

Prego.
«Innanzitutto la situazione che si è venuta a creare è frutto di gravi errori commessi dalla precedente amministrazione comunale. E’ stato scritto un bando che dà la facoltà al gestore, e non il dovere come invece dovrebbe, di far giocare un’altra squadra. Un Comune deve unire e non dividere, sul territorio ci sono due squadre e un bando deve tenerne conto».

E poi?
«C’è la questione della dichiarazione in cui il Comune garantisce che al Garilli giocheranno, nella stagione 2017/2018 di Serie C, Piacenza e Pro Piacenza. Questa “garanzia” è stata concessa prima della pubblicazione del bando, per questo riteniamo sia un nostro diritto giocare al Garilli. Se non ci fosse questa carta non saremmo nemmeno qui a parlare ma, siccome c’è, siamo qui a discuterne. Detto questo ritorno a quanto chiesto all’inizio: il Piacenza ha il diritto di chiedere la cifra che ritiene opportuna per l’affitto (si è passati da 3500 euro a 7mila euro per ogni partita, ndr), dopodiché possiamo discutere».

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