Serie C

Andata e ritorno in poche ore, i retroscena del dietrofront improvviso del Pro Piacenza su Santarcangelo

I biancorossi chiedono sempre 6mila euro a partita, il Pro alla fine accetta perché con il Santarcangelo c'era un accordo ma solo "di massima" e anche l'Assocalciatori ha storto il naso davanti al trasferimento

Che cosa sia accaduto nella mattinata ancora non si sa, tuttavia il dato di fatto è che dopo una telefonata intercorsa tra il presidente del Pro Piacenza, Maurizio Pannella e il presidente del Piacenza Calcio, Marco Gatti, la vicenda sull’affitto dello stadio Garilli ha subito un nuovo ribaltone. Giovedì sera il comunicato del Pro che ufficializzava il trasferimento a Santarcangelo di Romagna per le gare interne - culmine di un braccio di ferro innescato lunedì sera contro il Piacenza e arrivato alla messa mora annunciata dai biancorossi nei confronti dei rossoneri - mentre venerdì mattina è arrivato il dietrofront.

STESSE CONDIZIONI, TEMPI PIU’ MORBIDI
Situazione complessa e strana in cui perfino noi facciamo fatica a lumeggiare. In realtà, da quanto appreso, non è cambiato nulla rispetto a prima: il Piacenza Calcio chiede il solito canone di affitto (gli ormai famosi 6mila euro + Iva a partita) anche se magari sarà più “morbido” sulle tempistiche del saldo, dall’altra parte c’è il Pro che nella serata di giovedì intorno alle 19 comunicava via Pec al Piacenza di aver accettato la rescissione del contratto di affitto e traslocava a Santarcangelo di Romagna per le gare interne, salvo poi telefonare a Marco Gatti, poche ore dopo, per cercare un compromesso.

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