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Affitto del Garilli, la questione non si sblocca. Burzoni: «Patata bollente in mano all'amministrazione»

Al momento sembra ancora impossibile la convivenza fra Piacenza e Pro Piacenza in occasione delle gare ufficiali. Le due società ferme sulle proprie posizioni

Non si sblocca la questione legata allo stadio Garilli e alla possibile (ma a tutt’oggi improbabile) convivenza fra Piacenza e Pro Piacenza in occasione delle partite ufficiali. Dopo il confronto delle scorse settimane in cui il sindaco Patrizia Barbieri e il suo vice Elena Baio avevano incontrato, separatamente, il presidente onorario biancorosso Stefano Gatti e il numero uno rossonero Alberto Burzoni, non si sono più registrati passi in avanti. Anzi, a dire la verità di passi in avanti non ce n’erano stati nemmeno in quell’occasione, con il Piacenza fermo sulla propria posizione che prevede la richiesta di 7mila euro per l’affitto del Garilli e il Pro Piacenza che non si smuove dalla cifra offerta di 3500.

Qualche tempo fa si era parlato di alcune ipotesi alternative, con i rossoneri interessati a sondare il terreno per un eventuale trasferimento a Pavia (opzione subito tramontata) o a Fiorenzuola. In realtà l’impianto valdardese al momento non è a norma per la Serie C e per sistemarlo servirebbero interventi strutturali di non semplicissima attuazione, soprattutto considerato che i tempi a disposizione sono relativamente brevi.

Allora quale può essere la soluzione? Difficile capirlo, perché Stefano Gatti ha più volte dichiarato di non aver alcuna intenzione di ammorbidire la propria posizione, forte anche del bando per la gestione del Garilli vinto recentemente (e in cui il Piacenza calcio era l’unico partecipante). Anche Alberto Burzoni non si smuove: «Alternative al Garilli? Non ne esistono» tuona il massimo dirigente rossonero, che rilancia la palla all’amministrazione comunale. «La patata bollente è in mano al Comune, noi siamo in attesa di novità da parte loro. Abbiamo una carta antecedente all’emanazione del bando in cui la Figc ci dice che giocheremo al Garilli. Se poi da Palazzo Mercanti non hanno tenuto in considerazione questa opzione nel momento in cui è stato definito il bando non è un problema nostro».

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