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Foto di gruppo per i premiati. Da destra verso sinistra si notano Samaden, Paratici e Inzaghi (corrieredirieti.corr.it)

Foto di gruppo per i premiati. Da destra verso sinistra si notano Samaden, Paratici e Inzaghi (corrieredirieti.corr.it)

Paratici, Pippo Inzaghi e Samaden: il premio "Manlio Scopigno" parla piacentino

Manager dell'anno, miglior tecnico della Serie B e miglior direttore del settore giovanile. I tre piacentini a Rieti ricevono uno dei riconoscimenti più prestigiosi del calcio italiano

Piacenza fa incetta di riconoscimenti al premio “Manlio Scopigno” consegnato a Rieti a giocatori, tecnici e dirigenti che si sono messi particolarmente in luce nel corso dell’ultima stagione. Sotto i riflettori sono finiti Fabio Paratici, coordinatore dell’area tecnica e direttore sportivo della Juventus, nominato Manager dell’anno, Filippo Inzaghi, attuale tecnico del Bologna ma fino alla scorsa stagione al Venezia, miglior allenatore della Serie B, e Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile dell’Inter, che ha ricevuto il premio come miglior direttore del settore giovanile.

Un trionfo in chiave piacentina per allenatori e dirigenti che si stanno facendo onore a livello nazionale e internazionale. Paratici proprio in questi giorni ha ricevuto un’investitura ufficiale dal presidente Andrea Agnelli: dopo il saluto a Beppe Marotta toccherà a lui prendersi responsabilità ancora maggiori per quanto riguarda l’area tecnica. Inzaghi dopo gli ottimi risultati con il Venezia sta puntando alla salvezza in Serie A, mentre Samaden guida il settore giovanile più vincente a livello italiano.

In occasione della cerimonia di consegna dei premi Paratici ha ringraziato Marotta: «E’ stato un maestro, mi ha insegnato tutto quello che so. Il mio ruolo pubblico? Fino a questo momento sono rimasto dietro le quinte, adesso qualcosa cambierà». Per il bianconero arrivano i complimenti anche dal suo vecchio amico Pippo Inzaghi, che fra l’altro a Rieti è stato insignito della cittadinanza onoraria: «Se ne sta dietro le quinte ma vede dieci anni avanti» spiega a Luca Bianchin della Gazzetta dello Sport in un articolo pubblicato oggi sulla Rosea. Poi Pippo parla anche del fratello Simone, alla guida della Lazio e a più riprese dato sulla panchina bianconera quando sembrava che Allegri dovesse salutare Torino. «Mio fratello è molto più bravo di me, lui è uno dei migliori tecnici d’Italia e forse d’Europa».

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