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Domenica, 3 Luglio 2022

Inzaghi: «A Piacenza solo ricordi straordinari. Fantastico vedere l'entusiasmo che c'è ancora attorno a me e mio fratello». VIDEO

Superpippo ricorda Gian Nicola Pinotti e i fratelli Reboli. «Auguriamoci che il Piacenza piano piano torni dove era fino a qualche anno fa»

Non fa in tempo ad arrivare Pippo Inzaghi che subito è travolto da una valanga di ragazzini. Tutti pronti con taccuino e biro in mano, tanti con la maglia numero 9 del Milan da far autografare, alcuni anche con la casacca azzurra dell’Italia. Perché Pippo Inzaghi non è un ex giocatore, rimane uno dei punti di riferimento dei giovanissimi che stanno muovendo i primi passi sui campi di calcio. A Quarto in occasione del Memorial Pinotti, l’ex centravanti di Piacenza, Juventus e Milan ha voluto ricordare la figura dello storico preparatore dei portieri biancorosso.

«Nicola Pinotti era uno di famiglia. Ci ha aiutato tantissimo, il minimo che potessimo fare era essere presenti a questa iniziativa».

Quando gli ex del Piacenza si ritrovano ci siete sempre tutti.

«Non a caso in quel periodo si vinceva tanto. Avevamo un grande gruppo, una grande società e un grande allenatore. Auguriamoci che il Piacenza piano piano torni dove era fino a qualche anno fa».

Che ricordi hai della tua esperienza in biancorosso?

«Mi vengono in mente gli anni delle giovanili ma anche quando andavo in curva a seguire le avventure della prima squadra. E proprio a proposito di curva fammi sottolineare l'importanza dei fratelli Reboli, che sono stati dei veri e propri trascinatori del tifo piacentino. Ho tanti bei ricordi: ho vinto il campionato di Serie B con una squadra fortissima. Anzi, lo abbiamo stravinto perché siamo stati promossi con cinque giornate di anticipo. Chiaro che rivederci in queste occasioni in cui si ricordano persone importanti che non ci sono più porta anche un po' di malinconia».

Appena sei arrivato sei stato travolto dall’affetto di decine e decine di ragazzini. Che effetto fa essere ricordato anche dai più piccoli che ti circondano di entusiasmo?

«Probabilmente io e mio fratello ci siamo sempre comportati bene e questa è la risposta più bella che possiamo avere a distanza di anni. Lo dico sempre: quando ho un giorno un po’ strano vado in giro e torno subito felice perché vedo che la gente con noi ha un rapporto incredibile, mi sembra di essere ancora un giocatore. Vuol dire che al di là dei risultati, grazie anche all’insegnamento dei nostri genitori, abbiamo sempre avuto un comportamento corretto con tutti».

Domenica un derby particolare: il tuo Milan si giocava lo scudetto a Reggio Emilia e tuo fratello lo contendeva con i colori nerazzurri.

«Simone ha fatto un campionato straordinario, al di sopra delle aspettative. E poi ha vinto anche due coppe, è stata una grande stagione».

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