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Nicolò Fagioli: «Mi sono meritato la Serie A. Il futuro? Spero che la Juve abbia fiducia in me»

Il centrocampista piacentino ha un contratto con i bianconeri fino al 2023, adesso tocca alla società decidere se inserirlo nella rosa di Allegri o lasciarlo un altro anno in prestito. «L'Italia? Non deve più capitare di rimanere senza i Mondiali»

Anche se quest’anno ha giocato in B, conquistando una storica promozione nella massima serie, Nicolò Fagioli rimane un personaggio. Un centrocampista di talento che, terminato il periodo inevitabile di crescita, in tanti vedono al centro del progetto azzurro. Mancini l’ha già testato fra i grandi, lui per il momento prosegue il cammino nell’Under 21 dopo aver fatto la trafila in tutte le nazionali giovanili, ma nel frattempo si concentra sull’avventura con il club.

L’anno in prestito alla Cremonese è coincisa per il centrocampista nato e cresciuto a Piacenza con il salto di categoria, ma adesso Nicolò torna alla base dopo aver ricevuto i complimenti di Alvero Morata («un amico, forse farò le vacanze con lui»), Merih Demiral, Federico Chiesa e Mario Balotelli. Il suo cartellino è di proprietà della Juventus, con cui ha un contratto fino al 2023. Rimarrà in rosa con Allegri o la società torinese deciderà di lasciarlo in prestito ancora un anno? Questa è la grossa incognita a cui nessuno, per ora, sa dare risposta.

«Sono pronto per la Juventus» dichiara Nicolò in un’intervista di Nicola Binda pubblicata sulla Gazzetta dello sport. «Se a Torino decidessero di tenermi sarei felicissimo. Ma dipende tutto da loro e dalla fiducia che hanno in me». Intanto sui social ha pubblicato un messaggio inviato la scorsa estate ad alcuni amici: «Li porto in Serie A» aveva scritto quando ancora il campionato doveva iniziare. Promessa mantenuta, grazie anche a una grande stagione del centrocampista. «Ma i meriti sono del gruppo – dice adesso – e di un ambiente fantastico».

In programma c’è un altro tatuaggio, che si aggiunge alla data dell’esordio in Serie A con la Juventus, la squadra che rimane nel cuore. «Cosa farò il prossimo anno? Non lo so. Se dovessero tenermi sarei felicissimo, la Juve è la Juve. Sono maturato e pronto a dimostrare che la fiducia sarà meritata».

In fondo al cammino resta sempre il sogno azzurro, da due edizioni assente ai Mondiali. Potrebbe essere la sua generazione a riportare l’Italia ai vertici?

«Spero proprio di sì. Nel nostro Paese c’è una passione enorme per il calcio, restare due volte senza Mondiali è bruttissimo. Non deve più capitare».

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