Serie A

La confessione di Fagioli: «Mi dicevano: paga o ti spezziamo le gambe. Ho chiesto soldi ai miei compagni»

Dalle carte degli inquirenti emergono racconti shock del centrocampista piacentino della Juventus, che potrebbe tornare in campo a fine stagione

Aggiornamento - In mattinata Nicolò Fagioli è intervenuto direttamente per la prima volta da quando è esploso il caso scommesse che lo ha visto coinvolto. Questo è quanto postato sul suo profilo instagram. "Pensavo di partire chiedendo scusa non solo ai tifosi bianconeri, ma a tutti i tifosi del mondo del calcio e dello sport per l'errore ingenuo che ho fatto. E invece sono obbligato a partire con lo schifo che scrivono su di me i giornali e le persone. Solo per mettermi in cattiva luce con mille falsità. O solo per prendere due visualizzazioni in più. Presto parlerò". 

Se la squalifica a Nicolò Fagioli anticipata ieri, con sette mesi di stop e altri cinque di “prescrizioni alternative” in cui comunque potrà giocare, venisse ufficializzata oggi, il giocatore della Juventus potrebbe essere in campo già al termine di questa stagione. Lo stop infatti terminerebbe sabato 18 maggio, week end in cui i bianconeri sfideranno il Bologna. Se Nicolò sarà convocato da Allegri dipenderà dal tecnico e da quando verrà programmata la gara, di certo Fagioli sarà a disposizione per l’ultima di campionato con il Monza.

Nel frattempo emergono altre notizie dalle dichiarazioni rese dal giocatore agli inquirenti. La più preoccupante è quella delle minacce ricevute da alcuni personaggi invischiati nel giro delle scommesse. «Mi dicevano: paga o ti spezziamo le gambe». Il centrocampista si è anche rivolto ad alcuni compagni per ottenere un prestito. «Ho chiesto soldi a Gatti e Dragusin, ma pagherò tutti».

Intanto Fabrizio Corona, intervistato su Rai Tre, è tornato sulla vicenda che lui stesso ha scoperchiato. Una fonte gli avrebbe rivelato che «la mamma di Fagioli ha bloccato il conto» del figlio, consapevole di quanto stesse succedendo.

Stando a quanto riporta gazzetta.it, i debiti erano di diversi milioni. “Circa 110 mila euro con le betar.bet e specialebet.bet, circa 1,5 milioni con la piattaforma illegale bullbet23.com, circa 1,3 milioni con altra piattaforma illegale (…), circa 17 mila euro con una agenzia legale (…) in provincia di Pordenone e circa 31 mila euro con un banco illegale (…) swissbet in provincia di Como”

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