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Paratici: «L'inserimento di Ronaldo è stato semplice, è un grande campione. Io sono innamorato della Juventus». VIDEO

Il direttore sportivo bianconero ritira la Coppa d'Oro a Palazzo Gotico e parla del Piacenza: «Sono un tifoso biancorosso, faccio un grosso in bocca al lupo alla squadra. Fagioli? Un talento, ma non mettiamogli pressione»

Fabio Paratici a Palazzo Gotico (foto Trongone)

La dichiarazione più interessante arriva verso la fine, quando il gruppo consistente di giornalisti arrivati per intervistarlo se ne è già andato. «Volete sapere se ho mai pensato di lasciare la Juventus? Mai, perché ne sono innamorato. E quando uno è innamorato non va a cercare altro».

Fabio Paratici arriva a Palazzo Gotico insieme a Urbano Cairo, presidente del Torino, per ricevere la Coppa d’Oro. Ma riesce a sedersi in platea solo a manifestazione ampiamente iniziata, perché prima deve rispondere alle tantissime domande che i giornalisti vogliono porgli. E’ un’occasione da sfruttare perché lui, così schivo, raramente interviene pubblicamente. Parla di tutto il direttore sportivo della Juventus. Ovviamente di Ronaldo, ma anche di Pogba, del momento dei bianconeri, del piacentino Nicolò Fagioli e della sua simpatia per i colori biancorossi.

Sette gare e altrettante vittorie, sei successi in campionato: sono i frutti della campagna di potenziamento estiva della squadra, Ronaldo a parte?

«Non è solo il mercato, ma il risultato di un lavoro svolto da questa grande società che da sette-otto anni lavora insieme. Ci sono persone di grandissimo valore: il presidente Angelli è anche numero uno dell’Eca, Marotta ha appena ricevuto il premio più importante come dirigente calcistico a livello internazionale, Nedved è stato un pallone d’oro e sta diventando un grande dirigente. Alle spalle c’è tutto un gruppo che dobbiamo ringraziare perché siamo riusciti ad arrivare a questo punto. E la stagione è iniziata nel migliore dei modi ma siamo solo all’inizio».

Al di là delle prestazioni in campo come procede l’inserimento nel mondo Juve di Cristiano Ronaldo visto da lei che prima di tutti ha avuto l’intuizione per portarlo in bianconero?

«Non è venuta solo a me, ma anche a Marotta e Nedved, e poi bisogna dire grazie al presidente Agnelli e al mister Allegri che ha caldeggiato il suo arrivo. L'inserimento è stata semplice perché è un grande campione dentro e fuori dal campo».

Passando a Dybala, quanto è importante il gol messo a segno con il Bologna?

«E’ un giocatore fantastico, uno che negli ultimi tre anni ha segnato più di venti gol a stagione, non poteva essersene dimenticato. Anzi, aveva messo in campo delle ottime prove anche se all’esterno si guarda solamente ai gol mentre noi all’interno prestiamo attenzione anche alla prestazione e a come si pone verso i compagni. Lui da questo punto di vista è sempre stato molto positivo».

Chiellini ha dichiarato che è la Juventus più forte degli ultimi otto anni. Secondo lei è la più completa?

«Difficile fare paragoni, in queste stagioni abbiamo avuto sempre grandi calciatori, in bianconero sono passati Buffon, Pirlo, Tevez, Dani Alves, Pogba, Vidal; sicuramente si può dire che quella attuale è una formazione molto competitiva».

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«E’ un giocatore del Manchester United e dunque è meglio non parlare di altri calciatori».

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA INTEGRALE A FABIO PARATICI, DIRETTORE SPORTIVO DELLA JUVENTUS

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