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Una veduta aerea dello stadio Garilli

Una veduta aerea dello stadio Garilli

Un anno fa l'annuncio per il nuovo stadio con Invimit, oggi è tutto fermo. Ma sul Garilli bisogna intervenire

La possibilità di avere una nuova struttura dopo un anno è da archiviare come il classico "spot elettorale". Il progetto non è mai partito. Entro il 2020 però le normative UEFA impongono lavori obbligatori: ecco cosa bisognerà fare

Un anno esatto. Tanto è passato da quel famoso incontro in Piazza Cavalli, in pieno rush finale di campagna elettorale per il sindaco di Piacenza, in cui il direttore del Demanio, Roberto Reggi (ex primo cittadino dal 2002 al 2012) annunciò che il Garilli era stato selezionato da Invimit - società di investimenti immobiliari con capitale interamente detenuto dal Ministero dell’Economia - per avviare un project financing al fine di rifare completamento lo stadio. L’annuncio avvenne durante l’incontro con il candidato sindaco Paolo Rizzi. Reggi addirittura si sbilanciò: «Tra stesura del progetto e costruzione i tempi sono stimati in un paio d’anni e risolveremo il problema della struttura Garilli che è un onere sempre più costoso per il Comune a fronte delle opere di manutenzione che necessita», il dg del Piacenza Marco Scianò, invece, saggiamente fece da pompiere: «Al momento siamo solo spettatori». Due anni si disse, uno è già passata senza che una sola foglia si sia mossa, oggi possiamo dire che nel 2019 non vedremo alcuno stadio nuovo.

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