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Arnaldo Franzini, guida il Piacenza da tre stagioni

Arnaldo Franzini, guida il Piacenza da tre stagioni

Piacenza - Franzini: «Il Pontedera ci renderà la vita molto difficile»

Biancorossi impegnati domenica pomeriggio in Toscana (ore 16.30), vanno a caccia del quinto successo consecutivo per rimanere agganciati al vertice della classifica.

A piccoli ma decisi passi il Piacenza si è tolto dalla brutta situazione in cui si stava infilando a inizio campionato. Le sconfitte con Monza e Cuneo sono già un ricordo, i biancorossi dopo il pareggio ad Olbia hanno messo in fila la bellezza di 12 punti in 4 gare riportandosi ampiamente dentro la zona playoff. Domenica si torna in campo per la terza volta in sette giorni in casa del Pontedera (ore 16.30), formazione in difficoltà che occupa il penultimo posto in classifica. Trasferta da prendere con le molle perché il Piacenza, lontano dal Garilli, non ha ancora convinto a pieno, perché i toscani cercheranno i primi tre punti della stagione (in casa solo due pareggi contro Alessandria e Giana Erminio) e davanti hanno quel Max Pesenti che nella passata stagione ha trascinato il Pro Piacenza, a suon di gol, fino alle soglie dei playoff.
Tutti elementi che fanno guardare al match di domenica con cautela, ma è altrettanto vero che il Piacenza proverà a fare la partita - e a prendersi il bottino pieno - in vista del bollente finale di mese in cui gli emiliani affronteranno Viterbese, poi il turno di riposo e infine il 29 arriva il Pisa.

FRANZINI
«Sarà una gara diversa da quella vista contro il Gavorrano - spiega Franzini alla vigilia - perché la classifica del Pontedera non rispecchia il reale valore di una squadra che, ricordo a tutti, stava vincendo 2-0 contro il Livorno, alla fine ha perso (2-3, ndr) ma ha fatto vedere buone cose. Il fatto di dover giocare tre partite così ravvicinate inevitabilmente influisce sulle scelte, alcuni giocatori li ho visti più stanchi rispetto ad altri, tuttavia mi porterò i dubbi su modulo e interpreti fino a poche ora dal fischio d’inizio. Fare la partita? Innanzitutto - chiude il tecnico - non è detto che si riesca a farla in base al numero di attaccanti schierati e comunque credo che questa squadra non sia ancora in grado di comandare una partita per 90’: difendersi con ordine e ripartire velocemente fa parte del nostro dna».

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