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Rubriche - “T’la scriv in Piasintein”

Nona puntata della rubrica curata da Pietro "Pedar" Rebecchi, attore piacentino nella compagnia teatrale Famiglia Piasenteina e tifoso di lunga data del Piacenza Calcio. Per tutta la stagione il Pedar racconterà pensieri, fatti e aneddoti legati al mondo del Piace: ovviamente in rigoroso dialetto piacentino

Pietro Pedar Rebecchi

Finalmente è ricominciato il campionato, si può tornare a palpitare per i nostri colori. Perché possono anche farmi vedere tutte le supercoppe di “domine e Dio” ma andare a fare il tifo per la squadra delle tue origini insieme a tutte le “facce da schiaffi” che la pensano come me è un tutto un altro paio di maniche, e anche un tocco di camicia. Il periodo del mercato invernale mi ha sempre fatto sorridere, basta guardare i commenti degli intenditori che, di solito, conoscono benissimo i giocatori nuovi, anche se magari “zampettavano” sul campo di qualche squadra di paese o in un settore giovanile. Come facciano è sempre stato un mistero, non parliamo poi se un nuovo è stato tesserato per rimpiazzare un altro che a loro non piaceva. Io preferisco aspettare setto o otto partite prima di esprimere un giudizio, troppe volte ho visto giocatori che dovevano spaccare il mondo e invece non stati nemmeno capaci di rompere una noce, altri invece arrivati insieme a una vagonata di dubbi e si sono rivelati molto forti.
Tanto è inutile, azzeccarli tutti è impossibile, sarebbe meglio pensare al fatto che la società ha cercato di cambiare non tanto per farlo ma per dare al progetto una prospettiva importante anche nel futuro.
Anche io, come il mister, mi aspettavo qualcosa di più ma c’è stato, probabilmente, il famigerato “richiamo atletico” che ha appesantito un po’ le gambe. Sicuramente possiamo giocare meglio, c’è stato un momento che a furia di lanci da cinquanta metri se avessimo giocato in un campo di fragole col pallone non ne avremmo schiacciata nemmeno una. Bisognerebbe anche informare il francese che, quando calcia i corner, sarebbe meglio mettere la palla in area, centrare in pieno il difensore davanti a lui non serve a nulla, se non farmi ricordare Patrascu.
All’inizio e alla fine della partita c’è stata l’ovazione per bomber Marzeglia, indimenticabile protagonista della passata stagione. Io sono rimasto fedele alla linea che ho adottato da tanti anni, cioè “niente cori per i giocatori” però l’ho applaudito molto volentieri.
Adesso abbiamo due partite lontano da casa, quindi per un po’ di tempo non vi stuferò, la prossima però sarà il derby, il chiodo inizia a battere, un pensiero tutti i giorni è dedicato al 12 febbraio e ho già immaginato una decina di volte il tipo di partita che vorrei vedere, alla fine però il risultato è sempre quello.
Mi raccomando forza Piace!
Pietro.

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