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Playoff Serie C - Piacenza, a San Benedetto senza alcuna paura. I biancorossi hanno i loro assi da giocare

Il fattore ambientale non deve spaventare una squadra esperta, che ha sulle spalle le gare della passata stagione a Parma, Cremona o Como, in stadi decisamente ostili. Agli emiliani basta anche un pareggio, Franzini riconferma il 3-5-2 ma sarà una partita d'attacco

FATTORE AMBIENTE
Il fattore ambientale - attesi 10mila spettatori - dovrà essere l’ultimo problema di un Piacenza che, da questo punto di vista, ha le spalle larghe. A San Benedetto del Tronto non sarà nulla di diverso, ad esempio, dai 13mila del Tardini lo scorso anno contro il Parma, oppure al clima vissuto allo Zini nel derby con la Cremonese o a Como in campionato. Insomma, il Piacenza ha l’esperienza giusta per non farsi intimorire dallo stadio, pur caldo che sia. In ogni caso saranno oltre cento i supporter piacentini che seguiranno la squadra, un numero importante se consideriamo - oltre alle 10 ore di auto tra andata e ritorno - che bisogna prendersi praticamente due giorni di ferie. Giocare domenica era troppo complicato?

DAL CAMPO
Corradi è stato eroico domenica sera, la contrattura rimediata nel riscaldamento suggeriva il cambio ma con Togo e Della Latta squalificati, un esterno d’attacco interno a centrocampo (Di Molfetta) una mezzala in regia (Segre) e un trequartista come interno (Corradi) la formazione era fin troppo in crisi: Corradi ha stretto i denti ma l’infortunio e la squalifica gli faranno saltare il match di ritorno. Taugourdeau e Della Latta invece rientrano, difficilmente Franzini rinuncerà a Bini in difesa dunque si va verso la riconferma del 3-5-2.

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