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Giovedì, 30 Giugno 2022
Piacenza Calcio

Pighi a ruota libera: «Sono deluso ma positivo. Ora guardiamo la finanza fuori Piacenza. Scazzola e Scianò punti fermi»

Il presidente dei biancorossi: «Le ultime due partite non mi sono piaciute, pensavo potessimo fare meno fatica a stare in una zona medio alta della classifica. A gennaio uscite che dovranno compensare l'arrivo di nuovi giocatori. I miei soci? Polenghi e Rigolli sono fantastici. I nostri tifosi meravigliosi e li ringrazio»

Fiducia totale in Scazzola?
«Ci siamo visti perfino stamane. La nostra fiducia e stima in lui è totale, non abbiamo mai pensato a un cambio di allenatore. Con Cristiano siamo legati per quanto fatto lo scorso anno oltre che da punto di vista umano, è una persona splendida e un bravo allenatore. Poi chiaro, se facciamo dieci sconfitte consecutive anche la sua posizione dovrà essere vagliata, come in ogni ambito lavorativo, tuttavia non credo possa accadere».

L’infortunio di Corbari, la partenza di Bobb per la Coppa d’africa e altre situazioni: che mercato dobbiamo aspettarci?
«Con l’arrivo a ottobre di Raicevic abbiamo sfondato ampiamente il budget dei 3 milioni, quella è stata un’operazione onerosa e faticosa per tutti i soci. E’ chiaro quindi che il 90 per cento degli arrivi di gennaio dovranno essere compensati da altrettante uscite, almeno quattro o cinque giocatori partiranno e altri due o tre arriveranno. Non è solo una questione numerica, è anche una questione di qualità. A volte a centrocampo abbiamo fatto troppa fatica quando c’eravamo tutti, vuol dire che qualcosa è stato sbagliato».

Capitolo doloroso: la ricerca di nuovi soci come procede?
«Ho dei compagni di viaggio ammirevoli e fantastici come Polenghi, Rigolli e tutto il cda, ma devo dire che il famoso “progetto territoriale” volto a cercare altri imprenditori piacentini pronti ad aiutarci sta miseramente fallendo. O, forse, è già fallito».

Quindi?
«Abbiamo deciso di guardare altrove, fuori dalla città, nella finanza. E qui voglio subito mettere in chiaro che al momento non c’è nulla, di persone al tavolo non se ne sono ancora sedute, quando e se accadrà sarà comunque mia premura parlare con investitori importanti e seri. Il nostro obiettivo primario rimane sempre quello di salvaguardare la continuità del progetto».

E’ in gioco il fondo Astraco?
«Assolutamente no».

Impiantistica?
«Ecco, le strutture sono alla base per invogliare possibili nuovi finanziatori. E se da un lato siamo perfetti dal punto di vista del bilancio, con i conti cristallini e sempre in ordine, dall’altro abbiamo questo grosso problema delle infrastrutture sportive che oggi sono al primo posto nelle priorità di chi decide di entrare nel calcio».

Col Comune avete trovato l’intesa.
«Onestamente? La nostra proposta è davvero irrinunciabile. Noi ci accolliamo lavori per 800mila euro, in cambio chiediamo solo venga allungata di 8 anni la convenzione che abbiamo con l’amministrazione. La nostra proposta è questa, l’abbiamo fatta, ora la palla passa al Comune. Il bando non si può allungare e non si può rescindere, quindi sta a loro trovare un modo per accettare la nostra proposta».

C’è un ma?
«Sì, ci tengo a dire che alla fine i lavori li avremmo fatti ugualmente perché sul fonte degli impianti sportivi il Piacenza non può più andare avanti così. I campi ci servono».

Come valuta l’operato di Marco Scianò da direttore generale e direttore sportivo?
«Scianò è l’anima del progetto ed è inscindibile dalla mia persona, se ci sono io c’è anche lui. Chiaramente sbaglia, come tutti gli esseri umani, però gode della mia più totale fiducia e stima. E’ chiaro che svolgere il doppio ruolo da dg e ds comporta a volta delle problematiche nella gestione del tempo, magari non può essere h24 sul mercato dei giocatori. E’ per questo motivo che pian piano ci stiamo strutturando, ad esempio adesso abbiamo inserito Pozzoli a capo dell’area scout. Sono ragazzi bravi, giovani, competenti e che hanno voglia di crescere. Sotto il profilo dirigenziale sono contentissimo».

E lo sarà anche nei confronti dei nostri tifosi che, in fondo, tra mille difficoltà dovute alla pandemia hanno comunque confermato di essere i più presenti del Girone A.
«I tifosi sono importantissimi per la società e per la squadra anzi, devo dire che a volte a fronte di brutte partite sono stati fin troppo bravi e comprensivi. Hanno sempre sostenuto i ragazzi dall’inizio alla fine e mi rendo conto degli sforzi che fanno per essere al seguito del club. Di loro sono felicissimo e auguro a tutti un sereno Natale».

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