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Domenica, 22 Maggio 2022
Piacenza Calcio

Pighi a ruota libera: «Sono deluso ma positivo. Ora guardiamo la finanza fuori Piacenza. Scazzola e Scianò punti fermi»

Il presidente dei biancorossi: «Le ultime due partite non mi sono piaciute, pensavo potessimo fare meno fatica a stare in una zona medio alta della classifica. A gennaio uscite che dovranno compensare l'arrivo di nuovi giocatori. I miei soci? Polenghi e Rigolli sono fantastici. I nostri tifosi meravigliosi e li ringrazio»

Positivo o no sarà il tempo a dirlo, in fondo si è appena arrivati al giro di boa e nei campionati, in particolare la Serie C, a contare davvero - e a fare quindi la differenza - sono sempre gli ultimi tre mesi, da febbraio in poi. Inutile nascondere come l’obiettivo del Piacenza per questa stagione 2021/2022 fosse quello di fare meglio dell’anno passato, cioè arrivare a Natale in una situazione meno precaria rispetto al 2020 e mettere un piede dentro alla zona playoff entro aprile. Per la seconda, come detto, c’è tempo. Per il primo obiettivo, invece, non c’è tanta differenza rispetto al campionato scorso.
Questo per dire che il Piacenza visto fino a qui è stato estremamente altalenante, in fondo ha vinto solo 4 partite sulle 20 disputate, è appena sopra alla zona playout e a dicembre - dove ha raccolto solo due punti - è emerso un certo nervosismo all’interno della squadra. Questo dal lato sportivo.
Sotto il profilo societario, al tempo stesso, si è sempre alla ricerca di capitali nuovi e di recente, non senza qualche bordata, è stato “quasi” risolto il problema delle infrastrutture con il Comune (leggi qui la proposta del club).

Presidente, domanda a bruciapelo: è contento di questa prima parte di stagione?
«Faccio una premessa: con il budget che abbiamo messo a disposizione nessuno di noi faceva voli pindarici sugli obiettivi. Questo per dire che non mi aspettavo certo di essere ai piani altissimi della classifica».

Però?
«Al netto degli episodi arbitrali, spesso contro di noi e a volte a favore nostro, se devo tracciare un bilancio complessivo al momento sono deluso. Pensavo che il mio Piacenza facesse meno fatica a stare in una certa parte della classifica».

La sento comunque fiducioso e sereno.
«Sì, perché sono deluso ma non preoccupato, in fondo la classifica è chiara: siamo tutti attaccati, se fai due vittorie sei nei playoff, con due sconfitte sei nei playout. E’ presto per un giudizio definitivo. Il mio “deluso” si riferisce più che altro alle ultime due prestazioni, contro Seregno e Trento, in cui la squadra non mi è piaciuta».

Che problema evidenzia maggiormente?
«A volte mi preoccupa la mancanza di continuità di questa squadra, spesso entriamo dentro a dei black-out e ci rimaniamo per un po’. Non riusciamo a dare una certa costanza ai risultati».

Ma è positivo perché?
«Il Piacenza post Giana Erminio, per intenderci quello che ha battuto Pro Vercelli, Renate e fatto bene con la Juventus, mi ha dimostrato che siamo in grado di fare certe prestazioni. Vuol dire che possiamo giocare in un certo modo, questo mi fa ben sperare e quindi torno a quanto detto prima: ci serve continuità».

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