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Piacenza - Vent'anni fa ci lasciava Leonardo Garilli - 1

Piacenza - Vent'anni fa ci lasciava Leonardo Garilli - 1

Piacenza - Vent'anni fa ci lasciava Leonardo Garilli

«Non è che si sia trovato, come spesso si dice, tabula rasa; indubbiamente ci siam trovati con ben poco. La Serie A la dedico a tutti i mie concittadini, dicendo loro innanzitutto una cosa, nel bene come nel male: di essere contenti loro di essere...

«Non è che si sia trovato, come spesso si dice, tabula rasa; indubbiamente ci siam trovati con ben poco. La Serie A la dedico a tutti i mie concittadini, dicendo loro innanzitutto una cosa, nel bene come nel male: di essere contenti loro di essere piacentini».
Così l’ingegnere Leonardo Garilli commentava la promozione del Piacenza nel 1993 e oggi, 30 dicembre, è l’anniversario della sua scomparsa avvenuta nel 1996.
“Morto Garilli”, “Piacenza all’improvviso nel dolore” titolava vent’anni fa il quotidiano Libertà che annunciava la morte improvvisa di una persona amata da tutti i piacentini e, forse, una della figure più importanti della storia di questa città. Fu una gravissima perdita per il mondo dello sport in generale e per l’imprenditoria, una notizia tragica perché l’Ingegnere (voleva essere chiamato così, e non presidente) rimase vittima di un infarto negli studi a Milano della Camuzzi qualche giorno prima di compiere 74 anni.



Sicuramente è stato il più grande imprenditore di Piacenza, a capo di un impero economico, la Camuzzi, che poteva contare oltre 1000 dipendenti, 800 chilometri di tubature per il gas solo in Italia, interessi in Germania e in Inghilterra nel settore idrico, gli affari in Argentina e in gran parte dell’America del Sud. Oltre 1200 miliardi di lire di fatturato per un’azienda vero e proprio fiore all’occhiello dell’Italia.



E poi c’era la versione sportiva, 14 anni al timone del Piacenza rilevato una calda sera di luglio nel 1983 in Serie C2 e la cavalcata che portò i biancorossi in Serie A, per la prima volta nella loro storia, nell’ormai lontano 1993. Sempre affiancato dai figli Fabrizio e Stefano, Leonardo Garilli è stato amato dalla città intera e da tutta la tifoseria biancorossa: precursore della politica del contenimento dei costi e fautore del Piacenza tutto italiano insieme al direttore sportivo Giampiero Marchetti e al tecnico Gigi Cagni.



Nel giorno del suo funerale in Piazza Cavalli una vasta folla riempì Piazza Duomo nonostante la nevicata. Brioschi, Conte, Taibi, Tentoni, Lucci, Moretti e Maccoppi portavano la bara, tutti gli altri stretti attorno in silenzio, con le bandiere e uno striscione srotolato dai tifosi: “Presidente non ti dimenticheremo mai”. Alla domenica il Piacenza vola a Cagliari e i suoi tifosi gli dedicano un altro bellissimo striscione “Ingegnere… pizzica anche Dio”, mentre poco prima di Piacenza-Roma arriva l’annuncio della dedica dello stadio, che da Galleana diventerà Stadio Leonardo Garilli. Vent’anni fa scomparve l’uomo più importante della storia del Piacenza Calcio e probabilmente della nostra città in assoluto.

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