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Piacenza - Tu chiamale se vuoi emozioni. VIDEO

Tu chiamale se vuoi emozioni. Sono quelle vere, cristalline, vissute domenica pomeriggio dai tifosi piacentini allo stadio Zini; regalate dalla banda di Franzini che, con una prova tutta cuore e intelligenza, ha messo le mani sulla 74esima...

Da sinistra l'esultanza di Silva, Taugourdeau, Cazzamalli e Pergreffi


Tu chiamale se vuoi emozioni. Sono quelle vere, cristalline, vissute domenica pomeriggio dai tifosi piacentini allo stadio Zini; regalate dalla banda di Franzini che, con una prova tutta cuore e intelligenza, ha messo le mani sulla 74esima edizione del derby del Po. Piacenza che porta così la striscia a 20 anni di imbattibilità in trasferta nella partitissima del grande fiume (0-0 nel 1996, 1-2 nel 2005, 0-1 nel 2012 e 1-2 nel 2016), l’ultima volta era il 4-0 in Serie A del 1993.
Emozioni vissute in uno Zini che ha regalato un bel colpo d’occhio con oltre 5mila spettatori di cui 600 da Piacenza e i tifosi locali supportati invece dagli storici gemellati: vicentini e reggiani. Dalla sponda emiliana del Po era lecito aspettarsi qualche presenza in più ma si sa, ormai il calcio è cambiato, e la Tessera del Tifoso continua a scoraggiare molte persone. A gioire più di tutti, insieme a calciatori e tifosi, c’era ovviamente il presidente onorario Stefano Gatti, in visibilio per risultato e atmosfera.
«E pensare che abbiamo esordito nel 2012 a Salsomaggiore in Eccellenza - ci dice il giorno dopo - e ora abbiamo vinto un derby in Serie C davanti a 5mila persone. E il risultato poteva essere più rotondo - aggiunge - se solo avessimo capitalizzato tutte le occasioni create. Abbiamo giocato alla grande superando una squadra che punta alla vittoria del campionato con un budget che è il doppio rispetto al nostro. Sono proprio emozionato per il regalo che mi hanno fatto i ragazzi e il mister, quest’ultimo è il valore aggiunto della nostra “macchina” e ce lo teniamo stretto».



In Tribuna c’era una bella pattuglia di piacentini, capitanati da Gianpiero Piovani e Simone Guerra. «Ho visto numerosi piacentini - prosegue - e in molti ci hanno fatto i complimenti, tanto che mi sono sentito di andare al parcheggio dello stadio Garilli insieme ai tifosi ad attendere l’arrivo della squadra. In particolare? Mi hanno fatto molto piacere i complimenti ricevuti dal nostro main sponsor Luciano Arici (Lpr), era felice anche lui per il derby vinto». E ora? Si punta solo alla salvezza? «Rimaniamo con i piedi per terra, poi a gennaio vediamo se ci sarà qualche occasione sul mercato ma posso dire che la nostra squadra, in questa categoria, ci sta alla grande. Chiedo solo a tutti i tifosi di partecipare in massa al nostro progetto, vorrei vedere sempre più spettatori e giovani tifosi allo stadio a partire dal prossimo match contro l’Olbia. Questa squadra lo merita».



Oltre alla soddisfazione, del derby rimangono alcuni punti fissi come la sempre maggiore solidità difensiva e la conferma che a centrocampo, Cazzamalli, può fare la differenza per dinamismo, temperamento e prestanza fisica. C’è poi Taugourdeau, vero mattatore del derby con una doppietta, il regista francese quest’anno gioca qualche passo più avanti e i suoi inserimenti - quasi fosse un trequartista - fanno sempre tremendamente male. In sostanza il più che collaudato 4-3-3 di Franzini funziona a meraviglia, l’unica pecca al momento, se proprio la vogliamo trovare, è la quantità industriale di occasioni da rete gettate al vento. Davanti il tridente deve essere più concreto ma se continua su questa strada il Piacenza si può salvare senza troppi patemi e, magari, aspirare ad entrare nelle prime dieci posizioni che valgono i playoff.

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