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Tommaso Morosini nel centro del gruppo con il numero 23

Tommaso Morosini nel centro del gruppo con il numero 23

Piacenza - Tommaso Morosini: «A Olbia bella reazione, le qualità del gruppo non sono in discussione»

Il centrocampista bergamasco: «Ci vuole più equilibrio nei giudizi che rischiano di essere prematuri. Non siamo scarsi perché abbiamo fatto 1 punto in 3 partite e non saremo fenomeni quando le cose andranno meglio»

Tommaso Morosini, centrocampista centrale classe 1991, è sicuramente uno dei giocatori più attesi dai tifosi del Piacenza che hanno visto in lui, sebbene con notevoli differenze tattiche e di impostazione, l’erede designato ad occupare la casella lasciata libera a giugno da Cazzamalli.
Nato nella bergamasca, a Ponte San Pietro, Morosini può vantare un inizio di carriera importante tra Serie C (Prato, Bassano e Catanzaro) e Serie B (Ascoli e l’esordio con l’Albinoleffe), mentre nelle ultime due stagioni ha vestito la casacca della Virtus Bergamo in Serie D. Il Piacenza l’aveva già cercato - senza fortuna - due anni fa, quest’estate invece la chiamata è andata a segno.
Croce e delizia domenica ad Olbia, dove ha firmato il suo primo gol su rigore ma in un’azione confusa ha causato anche il penalty che è valso il pareggio dei sardi; e da lì partiamo.

Contento per la prestazione di domenica?
«A livello di squadra è stata una prova importante per il morale perché si arrivava da due sconfitte. In realtà c’è un misto di contentezza per aver mosso la classifica e di amarezza perché, onestamente, la sensazione era che potevamo portare a casa i tre punti. Soprattutto nella parte finale della gara».

E sul piano personale?
«Sono convinto di non aver commesso il fallo da rigore. Io sono scivolato e l’avversario è venuto a cercarmi per ottenere l’impatto. In ogni caso la prova generale della squadra è positiva, l’importante era dimostrare di avere l’atteggiamento giusto dopo Monza e Cuneo».

Come sta la squadra dopo l’avvio stentato?
«Siamo in crescita, compreso il sottoscritto. Non siamo chiaramente a un punto ottimale né sul piano fisico né su quello del gioco, tuttavia siamo solo a settembre e sarebbe strano esserlo già adesso».

Com’è l’impatto con la Serie C?
«Sono stato in Serie D negli ultimi due anni e sapevo che ci sarebbe stato un impatto nuovo con la categoria sebbene io l’abbia già giocata a inizio carriera. L’approccio è positivo e personalmente mi ritengo più maturo rispetto a prima».

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