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Piacenza - Squadra spenta e demotivata, servono nuove idee. La crisi dei biancorossi in tre punti

Al Cabassi di Carpi per la prima volta i tifosi sono usciti dal settore ospiti con 20 minuti di anticipo. Il 3-5-2 ha fatto il suo tempo, vanno risolte le questioni post mercato di Pergreffi e Paponi. La corsa playoff è aperta ma serve un cambio di passo

Mazda cx30 nuova-2La brutta sconfitta di Carpi azzera i timidi passi avanti fatti dal Piacenza rispedendolo direttamente in quella che non è ancora una crisi di risultati - avanti di questo passo lo diventerà presto - ma è piuttosto una crisi di identità. Perdere a Carpi è quasi una tassa in questo campionato, bastano due numeri: è la squadra che ha vinto il maggior numero di gare interne (10) segnando più reti (30), ha perso solo una volta (col Modena) e ha asfaltato parecchi avversari in più, a tutto questo, c’è da aggiungere che il Piacenza da trasferta va a singhiozzo (fin qui solo 4 successi lontano dal Garilli). Il problema però è un altro: sotto i riflettori c’è il “come” è arrivata la sconfitta e non tanto la sua portata.
Il Piacenza che si è ritrovato dopo la sosta è una squadra stanca, priva di idee, a tratti sembra demotivata, in confusione e timorosa. In una parola sola: è spento.

DARE UN SENSO ALLA STAGIONE
Tuttavia non dovrebbe essercene motivo perché archiviata la corsa ai primi tre-quattro posti, che non sono più alla portata dei biancorossi, il resto è tutto in divenire e gli altri non stanno meglio. Nella zona bassa dei playoff la Triestina zoppica, il Modena ha perso a Rimini e la Samb in casa col Ravenna, poi c’è il Piacenza (settimo), davanti ci sono una Feralpi che viene inchiodata dal Gubbio e un Padova che perde in casa con la Fermana. Il quinto posto ad esempio dista 3 punti e sarebbe importante agganciarlo perché in chiave playoff significa giocare i primi due turni secchi in casa con due risultati su tre a disposizione. Dietro non corrono, come visto.

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MA…
A patto però che il Piacenza si ritrovi. Domenica i tifosi presenti al Cabassi sono usciti con 20 minuti di anticipo, segnale inequivocabile di come siamo arrivati ai minimi termini con l’ambiente. Raramente - molto raramente - è accaduta una cosa del genere e le colpe vanno spartite su tutti gli interpreti del campo, nessuno escluso. Sono tre i punti su cui Franzini deve lavorare a partire dall’aspetto tattico.

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