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Piacenza - Sprecato un match ball, ora serve programmare fin da subito. Il punto

Domenica iniziano i playoff, inutili in chiave promozione. Ok le scontate riconferme di Rossini e De Vitis, da capire però come potrà muoversi Sestu. Il "regalo" del Girone B non è detto che si ripeta, per questo serve iniziare subito a pensare alla squadra 2024/2025 senza perdere tempo

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Nonostante la grande delusione della mancata promozione non sia ancora smaltita il Piacenza deve provare a gettarsi tutto alle spalle per concludere al meglio la stagione nei playoff che, diciamo subito, non mettono in palio alcuna promozione, servono solamente a stilare una complicatissima classifica di merito (dove si tiene conto di punti fatti e numero partite giocate per un coefficiente di moltiplica) per un eventuale ripescaggio estivo nel caso qualche squadra rinunci alla Serie C.
Insomma, noccioline o forse meno rispetto a quello che si era prefissato il Piacenza, tuttavia in questa coda di stagione la squadra di Rossini è comunque chiamata a ottenere un risultato positivo.
La squadra da oggi torna al lavoro, nel mirino c’è la semifinale playoff di domenica (orario da definire) al Garilli ancora contro la Varesina. Si gioca in gara unica, in caso di pareggio ci saranno i tempi supplementari, nel caso persista il pareggio al 120’ non ci sono i rigori ma sarà il Piacenza - in quanto miglior classificata - a staccare il pass per la finale. All’ultimo atto del 19 maggio si giocherà con le stesse regole e se il Piacenza dovesse vincere la semifinale allora si garantirebbe anche la finale al Garilli contro la vincente di Palazzolo-Desenzano. Per quanto riguarda il pubblico non saranno validi gli abbonamenti, quindi i tifosi dovranno acquistare il biglietto: nelle prossime ore il club comunicherà tutte le info.

Per tutto il resto, invece, è ancora presto. La riconferma di Stefano Rossini sulla panchina appariva decisamente scontata tanto che lo stesso presidente Polenghi lo aveva prima lasciato intendere e poi ha confermato, come non ci sono dubbi sul ruolo di De Vitis a capo dell’area tecnica-sportiva. Sarà da capire però il ruolo del direttore sportivo Alessio Sestu: come affiancherà De Vitis nell’allestimento della squadra 2024/2025?
Rossini in fondo ha chiuso la stagione con 58 punti fatti in 27 gare, cioè una media di 2.14 punti che, se mantenuta per tutto l’arco della stagione avrebbe proiettato il Piacenza a quota 81 punti, cioè promozione ampia considerando che il Caldiero ha fatto 77 punti con una media di 2.02 a gara. Da qui nasce la volontà della società di riconfermare il tecnico, oltre al fatto che è stato bravo a riaggiustare il motore, recuperare da -9 e issarsi per ben due volte in vetta da solo. Sempre tra i “pro” della bilancia c’è anche la fiducia che ha dato a due giovani della Juniores come Napoletano e Bassanini, due under che torneranno molto utili nella prossima stagione (la quota under col nuovo regolamento scenderà a 3 e non più 4). Di contro c’è il fatto che anche Rossini, nei momenti clou, non è riuscito a dare impulso: il saldo degli scontri diretti con le quattro squadre in cima alla classifica insieme ai biancorossi (Caldiero, Palazzolo, Desenzano e Varesina) è piuttosto negativo nel girone di ritorno, perché in queste partite di alto livello si sono raccolti solamente 2 punti (i pareggi contro Palazzolo e Varesina), va però detto che il Piacenza tre di queste quattro gare le ha giocate in trasferta. Inoltre pesano come macigni nella classifica la sconfitta in casa della retrocessa Tritium e il pareggio (avanti 2-0, poi 2-2) interno contro la Folgore Caratese.

Certamente a conti fatti la bilancia pesa dalla parte di Rossini, però anche il club dovrà ascoltare le richieste del tecnico perché la stagione ha insegnato - e ce l’aveva già detto una decina di anni fa - che la Serie D è un meccanismo molto complesso: non è assolutamente scontato vincerla e non è solo una questione di budget. Il Piacenza post fallimento impiegò tre tentativi prima di tornare in Lega Pro. Inoltre molto dipenderà sia dalle ultime retrocesse dalla C (Alessandria, Pro Sesto e poi una tra Fiorenzuola e Novara, quelle che interessano più da vicino) e anche dal Girone in cui il Piacenza sarà inserito nella stagione 2024/2025.
Ad esempio il Girone D Tosco-Emiliano ha un altissimo livello di competitività al vertice, magari più soft nelle formazioni di bassa classifica, ma davanti è dura. Basta citare la delusa Ravenna (seconda dietro il Carpi) che ha appena cambiato proprietà (è stato preso da Ignazio Cipriani, il nipote di Raul Gardini) e ha previsto un ruolo a livello dirigenziale per Ariedo Braida (leggi qui). Insomma, un esempio per dire che la competitività è altissima in Serie D e per questo motivo non bisogna perdere tempo. Playoff a parte, il Piacenza deve iniziare a programmare fin da subito.

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