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Piacenza - Sestu: «Orgogliosi di quello che stiamo facendo ma possiamo migliorare. Vorrei chiudere qui»

L'esterno parla a trecentosessanta gradi della sua esperienza in biancorosso. «A Piacenza sto davvero bene, mi farebbe piacere proseguire con questa maglia. Gli allenamenti extra? A un certo punto curi molto il particolare ma gran parte del segreto è nella testa»

Alessio Sestu in azione

Mazda-CX-30-prezzo interno-2In estate stava finendo ai margini del progetto tecnico, schiacciato sotto il peso di una Serie B accarezzata due volte ma sfuggita sul più bello e un modulo (il 4-3-1-2) che il Piacenza si apprestava a varare e a lui poco congeniale. Alessio Sestu ci ha messo poco a riprendersi un ruolo da protagonista dentro allo scacchiere biancorosso, d’altronde è senza dubbio l’uomo con più qualità in rosa tanto da costringere Franzini - non solo per questo motivo - a rivedere l’impostazione tattica col trequartista proprio per fargli spazio.
Quinto di centrocampo a destra, seconda punta al fianco di Paponi, prestazioni a tutto campo e tante giocate da leccarsi i baffi, insieme a Papogol sta trascinando il Piacenza in questa prima parte del campionato.
AS7 è l’uomo simbolo della cavalcata della passata stagione, il giocatore che con la sua stoccata di testa stese l’Entella regalando agli emiliani l’illusione di poter agguantare la B. Stessa cosa accaduta nel suo trascorso ad Alessandria, tre anni fa, anche lì la promozione sfuggì prima alla penultima giornata e poi in finale playoff.

Partiamo da qui, trovi analogie nelle stagioni successive con Alessandria e Piacenza rispetto alle due annate precedenti che erano molto simili.
«In realtà le due stagioni, con Alessandria e Piacenza, che sono venute dopo l’aver perso il campionato sono un po’ differenti. Con l’Alessandria l’annata successiva partì malissimo tanto che a un certo punto eravamo penultimi in classifica, poi ci riprendemmo e vincemmo la Coppa Italia ma la partenza molto problematica. Quest’anno col Piacenza non è assolutamente così, è vero che non siamo in testa ma stiamo comunque dimostrando che siamo forti. E’ normale che ci vuole qualcosa in più per migliorare, le basi per lottare per i primissimi posti però ci sono».

Torniamo a quest’anno: il Piacenza non perde da due mesi ma i numerosi pareggi hanno fatto scappare il Vicenza a +11. Meglio non guardare la classifica a questo punto?
«Purtroppo è vero che ci manca qualche vittoria, con alcuni punti in più saremmo nella parte altissima della classifica tuttavia io vedo fino a qui un campionato positivo da parte nostra. E’ chiaro che si può e si deve migliorare ma non dimentichiamo che siamo in un girone super competitivo dove ci sono tanti club che lottano per il vertice».

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