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Lunedì, 29 Novembre 2021
Piacenza Calcio

Piacenza - Sanzione esagerata per il presidente Marco Gatti. Il fratello Stefano: «Ti fanno passare la voglia»

Il club ufficialmente non commenta inibizione e ammende arrivate ieri al numero uno del club di via Gorra. Il fratello Stefano amareggiato: «Trovo il tutto esagerato»

Eclipse cross-2Stefano Gatti, presidente onorario del Piacenza Calcio, non ha molta voglia di commentare la multa inflitta dalla Figc al suo club e a suo fratello Marco Gatti, presidente della società biancorossa. Marco non rilascia proprio dichiarazioni - ha subito anche una inibizione di 2 mesi - mentre Stefano si limita a un commento stringato ma velenoso. «Da Roma ti fanno passare la voglia di fare calcio, 8mila euro di multa per aver detto la verità, prima o poi ci stufiamo».
E c’è da dire, come si legge nel comunicato stampa della Federcalcio, che questa sanzione è il frutto di un «accordo tra il Piacenza stesso e la Federcalcio» che in prima battuta aveva chiesto il saldo di una multa pari al doppio di questo importo.
In effetti l’ammenda arrivata al presidente Marco Gatti e di riflesso alla società - per responsabilità diretta - è stonata. Le parole pronunciate da Marco Gatti nel post gara della finale di ritorno playoff a Trapani sono state piuttosto dure ma le sanzioni arrivano da un mondo, quello intero delle istituzioni federali calcistiche, che non più tardi di 8 mesi fa osservava e permetteva il regolare svolgimento di uno dei più grandi scempi calcistici d’Italia, il famoso 20-0 con cui il Cuneo superò un Pro Piacenza (oggi radiato e fallito) che mandò in campo 6 ragazzini alla prima esperienza e un massaggiatore.

Di quella vicenda che fece il giro dei media di tutto il mondo si è parlato a sufficienza, meno di chi ha permesso il realizzarsi di quell’assurdo pomeriggio annunciato da settimane. O più di recente c’è la discutibile scelta del Fano di giocare la 1a giornata di Coppa Italia di Serie C contro il Gubbio con la formazione Berretti non per una forma di protesta o di crisi economica, piuttosto perché «non ce la siamo sentiti di mettere a repentaglio l’incolumità fisica dei giocatori della prima squadra che hanno iniziato la preparazione da pochi giorni» con buona pace dell’obbligo di schierare la miglior formazione possibile.

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