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Piacenza - S. Gatti: «Giocatori irriconoscibili». Pagelle

«Abbiamo giocato i primi venti minuti da squadra di Prima categoria», tuona in conferenza stampa il presidente onorario Stefano Gatti, «ci sono giocatori irriconoscibili, non riesco a capire il perché dopo appena 20 partite: non fanno altro che...

Stefano Gatti-2
«Abbiamo giocato i primi venti minuti da squadra di Prima categoria», tuona in conferenza stampa il presidente onorario Stefano Gatti, «ci sono giocatori irriconoscibili, non riesco a capire il perché dopo appena 20 partite: non fanno altro che giocare a pallone». Sul mercato pare possibilista, ma smorza sugli obiettivi: «se ci sarà la possibilità faremo qualcosa, ma non si possono pretendere grandi acquisti con 500 persone allo stadio. Si farà con quello che c’è, io e mio fratello abbiamo fatto una squadra per puntare alla salvezza: questa è la dimensione della società. Ci mancano 13-14 punti e sono convinto che riusciremo a farli».
In sala stampa si attende l'arrivo del mister, invece arriva il presidente Marco Gatti: «Mister Arnaldo si scusa per la sua assenza - attacca il presidente - ma aveva 38 di febbre, per cui sono venuto io a parlare per lui». Giornata di malanni in casa emiliana, gli stessi che paiono attanagliare un Piacenza involuto, vittima di un avvio di gara molto negativo: «I venti minuti iniziali, dove si sono verificate due disattenzioni gravi dal punto di vista difensivo, hanno pregiudicato l’andamento della partita. Il nostro obiettivo rimane quello della salvezza. Siamo molto contenti di aver finito il girone d’andata con 29 punti. Per fortuna nel ritorno avremo la possibilità di poter farne meno, per cui vogliamo serrare i ranghi e cominciare a muovere la classifica già da venerdì prossimo».

A gennaio si andrà a cercare qualche rinforzo, lo assicura il presidente-ds, che intanto annuncia l’arrivo di Bertoli: «Abbiamo trovato l’accordo con il giocatore, ora stiamo definendo il prestito col Brescia. E’ un interno di centrocampo con fisicità, può fare anche il trequartista. Ha grandi colpi e ci crediamo molto: arriverà senz’altro. Cerchiamo anche un esterno che possa sostituire Titone e, se capita l’occasione giusta, proveremo a prendere una punta centrale». Buone sensazioni per Segre, male invece Barba: «Di Segre Franzini me ne ha sempre parlato bene, molte volte era stato tentato di schierarlo dal primo minuto. E’ un giocatore sul quale punteremo nel girone di ritorno. Barba? Nelle ultime partite ha deluso molto, speriamo che la sosta possa aiutarlo a superare questo periodo di appannamento».

LUCCHESE - Sulla sponda toscana c’è grande soddisfazione, un super avvio ha permesso di incanalare la partita sui giusti binari: «Venivamo anche noi da una sconfitta in casa e in questi giorni abbiamo cercato di mettere dentro quello che serviva per riprendere il nostro cammino - ha detto Giuseppe Galderisi, tecnico della Lucchese - perché siamo convinti di avere un gruppo valido, vero, che sa cosa deve fare per affrontare una sconfitta e che non si è mai esaltato troppo per una vittoria. Abbiamo dimostrato che ci siamo, anche se alla fine potevamo soffrire un po’ meno. La mia esperienza mi ha insegnato che nessun avversario lo batti facilmente se non mantieni lo stesso livello di prestazione per tutta la partita. Sotto questo punto di vista si è fatto bene, ma forse nel secondo tempo avremmo dovuto essere più concreti, più incisivi». A un certo punto Galderisi ha optato per la sostituzione di Terrani, uno dei migliori: «Ieri si era fermato in allenamento - spiega il tecnico - l’ho forzato io a giocare. Era un po’ in difficoltà, stava perdendo brillantezza. Poi sono entrati Fanucchi, che ha fatto la differenza, e Bragadin che è molto bravo ad attaccare la profondità».

Protagonista assoluto Francesco Forte, salito a 15 reti con la doppietta di Piacenza: «Ringrazio i compagni, il mister e l’ambiente Lucchese per questo - dice sorridendo il bomber - è solo per loro se sto rendendo al meglio. Detto questo, l’importante è il risultato di squadra. Ci serviva questa vittoria fuori casa. Sono contento che nonostante le difficoltà ce le stiamo mettendo tutta. La convinzione è che il frutto di questo impegno ce lo ritroveremo in fondo». Qualche società di B potrebbe richiederlo, visto il suo rendimento ottimale: «Io penso solo all’Olbia, il resto non conta». La chiude così il capocannoniere del girone.
Marcello Astorri

LE PAGELLE DI MARCELLO ASTORRI

Pelizzoli 6: non ha particolari colpe sui gol subiti. Compie una paratona nel finale su Merlonghi.
Castellana 5: spaesato, tanti errori. Uno particolarmente grave che poteva costare l’1-3. Terrani lo fa uscire di testa.
Pergreffi 5: giornata grigia, Forte fa doppietta. La difesa pertanto fallisce la missione numero uno della partita: limitare l’uomo più pericoloso.
Silva 5,5: responsabilità da condividere sul secondo gol di Forte, dove tutta la difesa si apre come un ventaglio.
Agostinone 6: spinge e gioca con grande generosità, nonostante la brillantezza non sia più quella di inizio campionato.
Matteassi 5: poco pericoloso, quasi impalpabile. Il Piacenza non può prescindere dai suoi lampi di classe. Dal 23’ st Cazzamalli 5,5: prova a dare un contributo, ma perde i duelli aerei: la specialità della casa.
Saber 6-: impreciso, in alcune soluzioni anche pretenzioso. Un mucchio di errori. Però, almeno, ci prova con briciolo di personalità.
Taugourdeau 5: tocca tanti palloni, senza ritmo. La squadra dipende da lui e quando non c’è, si sente. Ha bisogno di rifiatare.
Barba 5: spento, fuori dal gioco. Commette qualche errore. Franzini lo sostituisce dopo poco più di mezz’ora: bocciato. Dal 33' pt Segre 7: il migliore in campo. Da lui si origina il gol (moralmente è tutto suo), ne sfiora un altro che si costruisce da solo con un’incursione centrale. Sempre aggressivo nei contrasti: risorsa dalla quale attingere.
Debeljuh 5,5: un bel colpo di testa nel primo tempo, ma poco altro. Non ha sfruttato pienamente l’opportunità concessagli dal mister. Dal 13’ st Razzitti 6: segna di rapina, tiene su la palla: cosa che non era riuscita al suo compagno.
Franchi 6-: niente di eccezionale, per carità, ma lì davanti è il più vispo, considerata l’apatia generale che colpisce gli altri. Meglio nel 4-3-3, dove riesce a trovare la profondità e il cross con più continuità.

All. Franzini 5: la febbre lo affligge, ma anche la sua squadra non sta bene. Il 4-4-2 iniziale non ha funzionato benissimo, anche se le leggerezze sui gol si sarebbero verificate anche con il 4-3-3. Modulo al quale ritorna - con qualche miglioramento - dopo la sostituzione di Barba.
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