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Venerdì, 12 Aprile 2024
Piacenza Calcio

Piacenza - Rossini: «Bella partita, ma dobbiamo imparare a chiuderle». Pagelle: D'Agostino geniale, Corradi è ovunque

D'Ago: «Vittoria importante e che bello giocare con Giorgio, ci capiamo con uno sguardo». Il tecnico: «Ci manca la capacità di chiudere le partite nei momenti di sofferenza, come nella ripresa». Moro è superlativo e migliore in campo, bellissima la prova di Iob, Ndoye si sbatte per tutti

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E’ molto soddisfatto Stefano Rossini per il successo del suo Piacenza sul campo dell’Arconatese, tre punti che permettono ai biancorossi di scalare ancora posizioni e portarsi a -2 dalla vetta, occupata dal Caldiero. Il tecnico biancorosso, tuttavia, trova qualcosa da dover migliorare velocemente perché se è vero, da un lato, che il Piace ha giocato un ottimo primo tempo, è altrettanto corretto dire che nella ripresa ha rischiato forte di subire la beffa della rimonta.
«Primo tempo molto bene con tutti i concetti su cui abbiamo lavorato nei giorni scorsi - spiega Rossini - e aiutati anche dal campo in sintetico, con un rimbalzo regolare e per nulla pesante. Avevamo degli interpreti con caratteristiche di qualità e infatti si è visto perché sono uscite delle situazioni belle, in cui dovevamo essere più bravi nel concretizzare o finalizzare. In un paio di occasioni non siamo arrivati in porta perché mancato un semplice passaggio. Nella ripresa abbiamo avuto la palla sprecata del terzo gol, dopodiché ci sta che diventi una partita del genere, perché l’Arconatese è forte, non è li per caso e ha iniziato ad attaccare a pieno organico. Diciamo che quello che ci è mancato nella ripresa, e secondo me ci manca ancora per essere una squadra forte sotto tutti i punti di vista, è la capacità di chiudere le partite anche nelle situazioni di difficoltà. Due o tre occasioni nella ripresa, sebbene fossimo in sofferenza, le abbiamo avute. Se segni in quel frangente chiudi lì il discorso e questa capacità onestamente ancora ci manca».
«Nel secondo tempo un po’ siamo calati e un po’ abbiamo giocato male la palla, la stanchezza non c’era anche perché abbiamo fatto tutti i cambi disponibili. Secondo me quello che ci manca è proprio ciò che ho detto prima. Oggi hanno fatto tutti bene, soprattutto Bachini, non ho potuto allenarlo per tre mesi e ora sta dimostrando le sue qualità. Adesso però pensiamo subito alla partita di domenica col Palazzolo - chiude il tecnico - il successo di oggi cambia poco. La prossima partita è come quella di oggi, uno scontro diretto perciò i punti valgono doppio, però ci sono ancora 30 punti sul piatto e quindi non c’è nulla di davvero decisivo. Le due settimane di stop? Erano tante, avevamo calcolato tutto al dettaglio, avevo un po’ di timore che calasse l’attenzione, ma subito dopo pochi allenamenti ho capito che i ragazzi mettevano intensità e nelle ultime due partita l’abbiamo vista».

Al rientro D’Agostino dopo la squalifica e subito a segno. «Oggi era senza dubbio un crocevia importante, ma sono d’accordo col mister, non avrebbe precluso nulla anche in caso di sconfitta o pareggio. Mancano 10 gare alla fine, sono tante davvero, i momenti decisivi saranno più avanti. Detto questo siamo contenti perché ora ci siamo avvicinati in maniera importante alla vetta, ma già domenica abbiamo una partita delicatissima, anche questa scontro diretto, in casa del Palazzolo. Le partite quando vesti la maglia del Piacenza sono tutte uguali, tutte presentano le stesse difficoltà perché tutti vogliono batterti. L’andata? Ora siamo una squadra diversa, il primo tempo di oggi forse è stato il nostro migliore, abbiamo imposto il nostro gioco e il 2-0 ci andava stretto. Poi è normale soffrire, ci sono anche gli avversari in campo, nulla è facile ed è impensabile giocare 90’ come abbiamo fatto nei primi 45’. Rimane una vittoria importante contro una squadra che in casa ha fatto la maggior parte dei suoi punti. Il gol? Sono a 9 reti e 11 assist però interessa poco, i numeri li faccio sempre, l’importante è che servano al Piacenza e che bello giocare con Giorgio (Recino, ndr) ci capiamo con uno sguardo. Abbiamo caratteristiche completamente differenti e si integriamo alla perfezione. Tuttavia non interessa il chi e il come, interessa che il Piacenza vinca».

Le pagelle

Moro 8: toglie spesso e volentieri le castagne dal fuoco. Apre con un riflesso miracoloso al 44’ su Menegazzo, paratona esplosiva sulla linea e tiene il Piace avanti di due reti. Poi esce benissimo su Ferrandino nella ripresa e vola sulla punizione ancora di Ferrandino. Inoltre, sebbene alcune siano un po’ avventate, è molto bravo nelle uscite. Non può nulla sul gol.

Iob 7.5: partitone a tutto tondo per questo giovane under che è una delle scoperte più belle della stagione. Viene dirottato sulla sinistra ma è come se non avesse cambiato fascia. Parte bene, cresce, difende sempre puntuale e attendo e inoltre quando può si propone anche davanti.

Silva 7: solito muro invalicabile, guida la difesa con una sapiente regia e non va praticamente mai in difficoltà.

Somma 7: la sua qualità migliore, oltre alle doti tecniche e tattiche, è senza dubbio l’intelligenza calcistica. Copre benissimo Silva, si capiscono con uno sguardo e la coppia è sempre più affiatata.

Napoletano 6.5: in campo in una gara delicatissima la gioca con giudizio, intelligenza e soprattutto è davvero bravo nella fase difensiva. Partita da giocatore solido che ha grandi margini per migliorare. Dal 12' st Berton 6: entra in un momento molto delicato della partita e porta a casa la pagnotta.

Corradi 8: si vede fin dall’avvio che è “in partita”. Col passare dei minuti cresce, dà il via al primo gol, partecipa alle azioni con puntuali inserimenti e in sostanza governa la mediana per 45’ con un palleggio ottimo. Nella ripresa il centrocampo sbanda ma non imbarca acqua perché c’è lui che da solo, a tratti, tiene su il reparto nelle due fasi. Nel primo tempo merita il gol con una volée spettacolare, nella ripresa lo sfiora e lotta fino al 90’.

Bachini 7: al rientro dal 1’ dopo quattro mesi. Parte piano, poi cresce col passare dei minuti finché prende in mano la regia purissima di un primo tempo quasi perfetto. Quanto è mancato e quanto ci tornerà utile nelle ultime 10 gare. Dal 20' st Kernezo 6: un paio di sgasate importanti, poi si mette al servizio della copertura.

Andreoli 6.5: partita dai due volti. Molto alto e largo a destra in avvio di match scompare spesso per poi ricomparire col suo pezzo migliore, cioè gli inserimenti. D’Agostino lo pesca a due metri dalla porta ma si divora un’occasione colossale. Il suo apporto di qualità però non si discute. Dal 27' st Gerbaudo 6: entra per dare sostanza, ci riesce in parte. Pian piano va recuperato.

D’Agostino 7.5: sapiente gestore di palloni e dispensatore di assist, alcuni geniali. C’è il lancio da 40 metri che manda Recino a prendersi un rigore, poi c’è un meraviglioso no look nella ripresa che vale il prezzo del biglietto. Nel mezzo il gol da attaccante di razza perché è al posto giusto nel momento giusto. Con lui la palla va in banca. Dal 40' st Artioli: SV

Ndoye 6.5: è vero, in molti (troppi) frangenti è pasticcione e frettoloso. Però si sbatte come un dannato, gioca una partita di importantissima quantità e in fondo è proprio questo suo sacrificio nella fase difensiva che permette equilibrio alla squadra. Per questo va premiato.

Recino 7: furbo come una faina sul primo gol, sbuca tra due difensori anticipa il portiere e non calcia, serve in mezzo per D’Ago. Poi si prende un rigore e lo trasforma. Per il resto lotta, sgomita e tira fuori la solita prestazione generosa anche in difesa sui piazzati. Dal 23' st Marquez 6: anche lui entra in un momento particolare, più per lottare che per giocare. E' bravo ad adeguarsi alla situazione.

Rossini 8: imposta una partita molto intelligente perché il campo è in sintetico e quindi non risente della pioggia, perciò manda sul terreno una formazione iper tecnica con Bachini, Corradi, Andreoli e D’Agostino tutti insieme. Ha ragione lui, ne esce un primo tempo in cui si potevano segnare anche quattro reti. La sua rimonta prosegue, non è completata, però il Piacenza finalmente torna davvero in corsa per il primo posto ed è soprattutto merito suo.

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