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Piacenza - Romero: «Con Alessandria e Cremonese motivazioni a mille»

Parla l'attaccante biancorosso arrivato nella finestra di mercato invernale. «Gli ultimi mesi alla Feralpi sono stati un incubo, ora voglio togliermi delle soddisfazioni con il Piacenza»

L'attaccante Niccolò Romero con il presidente Marco Gatti

Niccolò Romero è stato l’acquisto più importante del mercato di gennaio. La dirigenza del Piacenza cercava una punta e ha trovato l’uomo ideale nel ventiquattrenne gigante cuneese di due metri d’altezza. Due anni e mezzo di contratto. Arriva dal Feralpi Salò, dove ha dimostrato di saper fare buone cose nelle ultime stagioni (18 reti in 79 presenze). Prima esperienze con Castiglione, Pavia,  Savona e Vigor Lamezia. Il suo miglior biglietto da visita è un gol in rovesciata da cineteca che gira su Youtube. Gli ultimi mesi prima di passare al Piacenza, però, sono stati un incubo: «Con il mister non c’è mai stato alcun feeling. Io non sopportavo certi comportamenti e d’altro canto deve averla pensata così anche lui di me, visto che non mi faceva giocare».

Come si trova al Piacenza?

«Sono contento di essere arrivato qua. Ho subito trovato casa, ed è bello non essere continuamente sballottato dal campo all’hotel. Mi è già capitato di fare un giro a Piacenza. Devo dire che è una bella cittadina, sto benissimo finora e non c’è stato nessun tipo di problema».
 
Non si sente un po’ solo là davanti? nelle prime due partite i rifornimenti non sono stati certo incessanti.

«Non ero isolato la prima partita con Matteassi, ma anche con Franchi non lo sono stato. Abbiamo ancora tante cose da capire uno dell’altro. Sono passate due settimane ma non è bastato per conoscerci completamente e sfruttare al meglio le nostre caratteristiche. Con la Viterbese abbiamo dominato il primo tempo, è mancato solo l’ultimo passaggio. Forse ci voleva, e mi ci metto anche io, un pizzico in più di cattiveria per sbloccarci».
 
Ma di che male soffre questa squadra?

«Nessun tipo di male, in tutte le squadre ci sono tanti alti e qualche basso. Il Piacenza ha avuto una partenza molto forte, ha navigato per tre mesi in ottime posizioni di classifica. Questo è un momento di magra, ma d’altronde anche l’Alessandria da due partite non fa bene eppure è in testa. Certi momenti arrivano e devi essere bravo a non subirli troppo, dobbiamo capire che è la normalità, allenarci e superare il blocco mentale. E’ una questione più di testa che di altro».
 
Considerata la sua altezza, verrebbe da pensare che la caratteristica migliore sia il colpo di testa, in realtà su Youtube si trova un suo gol in rovesciata: che giocatore è Romero?

«I mister che ho avuto, com’è logico vista la mia altezza, per la parte aerea non mi hanno mai concesso scuse: le palle alte devo prenderle tutte. Se non ce la faccio vuol dire che sto facendo qualcosa di sbagliato. Io però non ho mai fatto caso a questa altezza, mi è sempre piaciuta la palla tra i piedi, fare giocate utili alla squadra. Il gol di Youtube è avvenuto in momento in cui avevo al massimo la fiducia personale, quindi provavo anche quelle cose che dici: “Non mi verranno mai”. Sono ancora in grado di fare certe giocate, ma devo ritrovare la fiducia che ho perso da circa 6 mesi».

La fiducia l’ha persa negli ultimi tempi alla Feralpi?

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«Quest’estate, alla fine del mercato, è stato preso Gerardi. Io dovevo giocarmela con lui, poi però ho perso il posto in squadra. Il mio malessere era dettato da qualcosa di più della panchina, con il mister non c’è mai stato alcun feeling. Io non sopportavo certi comportamenti e d’altro canto deve averla pensata così anche lui di me visto che non mi faceva giocare. Mi sentivo scarico ed è stato così fino a dicembre, poi da gennaio ho cercato di andar via e sono venuto qui con le migliori aspettative possibili».

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