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Piacenza - Rescinde anche Simone Della Latta. Quarto addio dopo Pergreffi, Milesi e Cattaneo

Dopo tre stagioni saluta anche il centrocampista toscano. «Spero che questo addio serva alla società per garantirsi un futuro»

Simone Della Latta

datei_s-6Dopo Pergreffi, Milesi e Cattaneo se ne va anche Simone Della Latta. L’incontro col giocatore, arrivato in mattinata a Piacenza, si è svolto nel primo pomeriggio ed è arrivata la fumata nera di cui avevamo già raccontato nei giorni scorsi. Il taglio dello stipendio del 50% - o spalmarlo su 2 anni, la sostanza non cambia - non è stata accettata da Della Latte che era propenso a una riduzione del compenso ma non in questi termini.
Se ve na dunque anche un centrocampista che ha scritto una parte importante negli ultimi tre anni. «Me ne vado con un rimpianto che porterò dentro ancora per tanto tempo, che ogni volta che non riesco a prendere sonno mi tortura. Il fatto di non essere riusciti a completare la stagione con la promozione. Spero che questo addio serva alla società per garantirsi un futuro».

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Simone Della Latta che ha lasciato i suoi saluti con un post su Facebook, a cui non ha nulla da aggiungere. «Purtroppo nella vita arriva un momento in cui bisogna separarsi e trovare le parole non è mai facile per descrivere i sentimenti che si provano. Tre stagioni intense soprattutto per un ragazzo che vive l’emozioni in maniera passionale, in maniera profonda .
Me ne vado con un rimpianto che porterò dentro ancora per tanto tempo, che ogni volta che non riesco a prendere sonno mi tortura. Il fatto di non essere riusciti a completare la stagione con la promozione però, non potrà cancellare lo splendido percorso che è iniziato nell’agosto 2017.
Momenti straordinari sia come singolo che come collettivo: da quel gol contro la carrarese, alle continue rimonte allo scadere del tempo, all’empatia che si era creata con la città che aveva portato nuovamente più di dodicimila persone allo stadio.
Non lascio semplicemente una società, ma lascio un gruppo di amici con cui si è creato un legame indissolubile che è andato ben oltre il calcio e che coltiverò sicuramente al di fuori di esso. Sembrano frasi fatte, ma credetemi non è così!
Chiedo scusa perché non potrò ringraziare tutti come si meritano, ma le circostanze non lo permettono. Avrei preferito salutarvi in un Garilli gremito dopo una vittoria all’ultimo secondo, che diciamolo.. erano la specialità della casa.
Ringrazio la società e la città, ma soprattutto i miei compagni e lo staff. Questi addii nel calcio sono all’ordine del giorno, ma era doveroso ricordare e ringraziare le persone che mi hanno circondato in questo triennio.
Vi auguro il meglio».

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