Venerdì, 12 Luglio 2024
Piacenza Calcio

Piacenza - Polenghi: «Cambiamo perché l'obiettivo rimane lo stesso». Rossini: «Non ho la bacchetta magica, ma credo in questa squadra»

Nel primo pomeriggio la presentazione del nuovo tecnico promosso dalla Juniores Nazionale. Il presidente: «E' la scelta più opportuna, Stefano con De Vitis come Direttore Tecnico». Il mister: «Atteggiamento molto positivo della squadra. Ragioniamo un passo alla volta»

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Il Piacenza esce con le ossa rotte dal trittico di partite che avrebbero dovuto lanciarlo in vetta alla classifica, due settimane che hanno portato al ribaltone in panchina (via Maccarone, dentro Rossini dalla Juniores Nazionale) e una novità a livello dirigenziale con Totò De Vitis che ha assunto la carica di Direttore Tecnico della prima squadra (mantiene lo stesso ruolo nelle giovanili). Club Milano, Palazzolo e Legnano sono costati carissimi alla squadra e a Maccarone, ora c’è solo da raccogliere i cocci e ripartire dalla sfida interna di domenica (ore 14.30 al Garilli) contro il Crema: la vetta dista 8 punti e c’è ancora margine per rientrare.

In mattinata la presentazione di Rossini alla stampa con il presidente Polenghi, primo a prendere la parola. «Non è stato facile arrivare alla separazione con Maccarone, al quale riconosciamo importanti attitudini umane e tecniche, tuttavia il percorso di questi primi mesi non era soddisfacente con le nostra ambizioni e per questo motivo abbiamo scelto per il cambio di panchina. La necessità nostra è quella di riposizionare il club in un contesto maggiormente importante di classifica perché il nostro obiettivo non è cambiato, vogliamo vincere, e crediamo che la scelta di Rossini sia la più opportuna e mirata».
Polenghi torna poi su Maccarone: «E’ mancato un atteggiamento aggressivo e determinato verso il nostro il scopo, la promozione, per questo si è deciso per la separazione e la scelta di Di Vitis come direttore tecnico, anche della prima squadra, è la naturale conseguenza di Rossini. Il ragionamento è stato quello di portare la coppia della Juniores in prima squadra, il ruolo di Totò sarà più mirato verso il confronto con i giocatori e non tanto sul mercato, dove abbiamo già Sestu e sul quale non escludiamo di tornare nei prossimi mesi. Ora però non è il momento di parlare di mercato, prima vogliamo una chiara interpretazione di ciò che abbiamo da parte di Rossini, poi nel caso interverremo. Ripeto, non escludiamo di rinforzare l’ossatura della squadra, dobbiamo però aspettare le indicazioni che ci verranno date».

Esaurito il numero uno del club, parla Rossini che lancia pochi concetti, ma chiari e semplici. «Innanzitutto sono contento di avere Totò al mio fianco perché ci conosciamo da tanti anni ed è positivo potersi confrontare sull’aspetto tecnico, dopodiché le decisioni le prendo io. Fare l’allenatore? Ci ho pensato solo alla fine della mia carriera, ringrazio Guareschi perché erano due anni che provava a portarmi al Piacenza, e ora la società per la fiducia accordatami. La promozione? Ovvio che ci credo, sennò non sarei qui. Alla Juniores stavo benissimo, con una squadra eccezionale e divertente, se ho deciso di accettare l’offerta del cda è perché credo nella rosa del Piacenza. Sia chiaro subito - prosegue Rossini - che non ho la bacchetto magica e non sono nemmeno il salvatore della patria, tuttavia posso garantire che ci metterò tutto me stesso e lasciatemi dire che ho trovato un ambiente molto positivo in questi primi due allenamenti. La squadra ha risposto molto bene, c’è voglia di riscattarsi ed è importante perché in fondo il campo non fa altro che dimostrare il lavoro che si fa durante la settimana. Maccarone? Non parlo di chi mi ha preceduto, ho vissuto questa esperienza e non è bello. Non si parla di situazioni che non si conoscono o non si sono vissute, i giocatori li conosci solo nel momento in cui li alleni».

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